San Giovanni Lupatoto si conferma tra i territori virtuosi della mobilità ciclabile: nella valutazione annuale FIAB ComuniCiclabili 2025 arrivano di nuovo 3 “bike smile”, con l’obiettivo dichiarato di salire a 4 già dal prossimo anno. A rappresentare il Comune alla cerimonia (online) è stato l’assessore alla Sicurezza Maurizio Simonato.
FIAB valuta i Comuni su una scala da 1 a 5 “smile” (la nota bandiera gialla): San Giovanni Lupatoto resta nella fascia alta grazie al potenziamento della rete ciclabile e alle politiche di moderazione del traffico, con l’estensione delle “Zone 30” e l’introduzione di dossi rallentatori. Decisivi per il quarto “smile” saranno nuovi interventi sulle infrastrutture e un’ulteriore diffusione delle aree a velocità ridotta.
“L’ingresso nella rete ComuniCiclabili e la conferma del nostro punteggio – commenta l’assessore alla Sicurezza Maurizio Simonato – rappresentano un ulteriore stimolo a promuovere la ciclabilità come modello di mobilità quotidiana. L’obiettivo è coinvolgere sempre di più cittadini, aziende e associazioni, affinché la mobilità sostenibile diventi un valore condiviso e concreto per migliorare la qualità della vita urbana. Faremo tesoro delle indicazioni di FIAB, soprattutto in ambito di governance, attivando progetti come bike to work, bike to school e bike to shop”.
Sulla stessa linea il sindaco Attilio Gastaldello: “Questo riconoscimento certifica l’attenzione che San Giovanni Lupatoto riserva da anni alla mobilità sostenibile, frutto di un lavoro sinergico tra uffici comunali, Consulta della Mobilità e cittadini. Puntiamo a migliorare ancora, investendo su infrastrutture sicure e su una pianificazione che guardi al futuro, dove la bicicletta diventi protagonista degli spostamenti urbani, anche in ottica di salute pubblica e tutela ambientale”.
Nel 2026 il Comune punterà anche su iniziative “a costo zero” per spingere l’uso quotidiano della bici e rafforzare partecipazione e progettualità locale, come suggerito dalla Federazione. La promozione della mobilità attiva è vista non solo come scelta ambientale, ma come occasione per ridisegnare spazi urbani più vivibili e inclusivi.













