Mentre a San Giovanni Lupatoto il Consiglio Comunale ha approvato il nuovo regolamento sull’armamento della Polizia Locale, a Verona il dibattito rimane fermo. Il documento lupatotino, che sostituisce quello del 2010, introduce importanti novità: tra tutte, la dotazione sperimentale del taser, la pistola a impulsi elettrici.
Il nuovo regolamento prevede che ogni agente, oltre alla pistola semiautomatica, abbia in dotazione spray urticante, bastone estensibile, manette, scudi, giubbotto antiproiettile e – novità assoluta – il taser, da usare solo dopo specifica formazione e in contesti ad alto rischio per l’incolumità.
“Il nuovo regolamento si inserisce in un percorso di aggiornamento e potenziamento del ruolo della nostra Polizia Locale nel campo della pubblica sicurezza”, ha dichiarato l’assessore alla sicurezza Maurizio Simonato. “L’obiettivo è tutelare gli operatori, garantendo interventi più efficaci e una migliore qualità del servizio”.
Il taser, tuttavia, non sarà distribuito in modo generalizzato: sarà assegnato solo in casi selezionati e con particolare attenzione alle condizioni di vulnerabilità del soggetto coinvolto (gravidanza, disabilità, ecc.).
Nel frattempo, a Verona, nonostante un organico ampio e una crescente richiesta di sicurezza urbana, nessuna iniziativa concreta è stata ancora presa per introdurre il taser. Un vuoto operativo che fa discutere.
Perché Verona è ferma? La domanda è ormai inevitabile: se anche centri urbani più piccoli come San Giovanni Lupatoto riescono a dotarsi di strumenti moderni ed efficaci per la sicurezza urbana, cosa sta aspettando la città capoluogo?













