Dopo San Bonifacio, anche San Giovanni Lupatoto ha ufficializzato l’introduzione del taser per gli agenti della Polizia Locale, aggiornando i regolamenti sull’armamento e rispondendo concretamente ai bisogni di sicurezza urbana. A Verona, invece, tutto tace.
“Aumentano i Comuni che giustamente adottano a tutela dei loro agenti di Polizia Locale, nonché per rendere più efficace il loro servizio, il taser. Dopo San Bonifacio anche San Giovanni Lupatoto adotta questa efficace dotazione per la Polizia Locale. Il Comune di Verona, invece, ad oggi non l’ha ancora adottato neppure per gli agenti di pronto intervento”, denuncia Stefano Casali, consigliere regionale.
“Probabilmente a Palazzo Barbieri non percepiscono la reale situazione di insicurezza che si sta vivendo in città”, aggiunge Casali, sottolineando come il silenzio del sindaco su una misura di buon senso, già adottata in moltissimi territori italiani, risulti incomprensibile e dannoso.
Una situazione ancora più grave, secondo Casali, in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, dove Verona sarà coinvolta sul piano logistico e turistico: “Questa proposta si sarebbe già dovuta adottare da molto tempo”.
Se da un lato il Governo guidato da Giorgia Meloni si appresta a inviare nuove forze dell’ordine sul territorio, dall’altro è chiaro che “anche a Verona la Polizia Locale deve essere messa nelle condizioni di operare con strumenti adeguati”. Da qui la proposta già presentata in Regione Veneto, per attivare corsi di formazione nei comandi e accelerare la diffusione del taser a livello locale.
La domanda resta: quanto ancora Verona dovrà attendere prima di allinearsi agli altri Comuni del territorio sulla sicurezza urbana?













