Home Articoli ⚠️ VIDEO (2:00) – Radicalizzazione minorile, maxi-operazione della Polizia di Stato: 22 perquisizioni in tutta Italia, coinvolta anche la Digos di Verona

⚠️ VIDEO (2:00) – Radicalizzazione minorile, maxi-operazione della Polizia di Stato: 22 perquisizioni in tutta Italia, coinvolta anche la Digos di Verona

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Una maxi-operazione di prevenzione e contrasto all’estremismo giovanile ha visto oggi in azione la Polizia di Stato in tutta Italia. Sono 22 le perquisizioni eseguite nei confronti di minorenni tra i 13 e i 17 anni, evidenziatisi per contatti e attività in ambienti suprematisti, accelerazionisti, antagonisti e jihadisti. L’operazione è stata coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, in sinergia con le Procure per i Minorenni e con il contributo delle sezioni DIGOS, comprese quelle di Verona, Taranto, Torino, Cagliari, Bologna, Catanzaro, Firenze, Milano e Livorno.

L’indagine parte dal web, canale principale attraverso cui i minori hanno avuto accesso a contenuti estremisti e violenti. In chat Telegram, forum e gruppi WhatsApp, si è riscontrato un continuo scambio di materiale nazista, antisemita, suprematista e jihadista, spesso associato all’iconografia violenta e all’apologia del terrorismo.

In particolare, la DIGOS di Verona ha contribuito a far emergere il caso di un 15enne residente in provincia di Taranto, che ha dichiarato di aver fatto parte del gruppo suprematista “The Base”, noto a livello internazionale per l’estremismo violento e l’addestramento paramilitare. Il giovane avrebbe anche parlato in chat della fabbricazione di ordigni artigianali.

Le perquisizioni, disposte dalle rispettive autorità giudiziarie, hanno portato al sequestro di cellulari, computer, materiale propagandistico, armi giocattolo prive del tappo rosso, passamontagna militari, uniformi delle SS, e persino componenti per molotov. In alcuni casi, si trattava di ragazzini di soli 13 anni coinvolti in conversazioni online di stampo terroristico e suprematista.

Tra gli episodi più gravi emersi dalle indagini:

  • L’esplosione di un ordigno all’esterno di una scuola superiore in provincia di Livorno;
  • Atti di propaganda fascista in Liguria con raccolta di proseliti;
  • Partecipazioni a gruppi di “White Jihad”, ibridazione ideologica tra jihadismo e estrema destra;
  • Condivisione di manuali per la costruzione di armi e bombe;
  • Apologia di attentatori noti come Anders Breivik, Bissonette, Balliet, Crusius.

Secondo l’analisi degli investigatori, la radicalizzazione online si sta accelerando: si è passati da una media di 16 mesi (nel 2002) a poche settimane nei casi più recenti. A rendere tutto più allarmante è la facilità con cui i giovani si muovono nel dark web, usano linguaggi criptati e meme per veicolare contenuti estremisti.

Dal 2023 ad oggi, in Italia:

  • 12 minori sono stati sottoposti a misure cautelari per reati legati al terrorismo o all’estremismo violento;
  • 107 sono stati oggetto di perquisizioni e indagini;
  • La fascia d’età coinvolta è sempre più bassa, con casi documentati anche tra i 13 e i 14 anni.

Alla luce dei dati emersi, la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione ha già interloquito con la Commissione europea per includere la radicalizzazione online dei minori tra le priorità della futura Agenda Antiterrorismo UE, sollecitando iniziative comuni con i provider per contrastare la diffusione della propaganda violenta sul web.

Un campanello d’allarme che chiama in causa non solo le forze dell’ordine, ma anche scuola, famiglia e società civile, di fronte a un fenomeno che si alimenta nel silenzio delle stanze digitali.



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