È scontro aperto a Verona sulla questione degrado urbano e sicurezza, con accuse incrociate tra Lega e Partito Democratico. A far esplodere la polemica è l’intervento del consigliere comunale Nicolò Zavarise (Lega) che punta il dito contro la Giunta Tommasi, accusata di “incapacità nel garantire decoro, sicurezza e pulizia in ampie zone della città”.
“Verona sta sprofondando in un degrado senza precedenti”, attacca Zavarise, citando in particolare la situazione in via Albere, dove – secondo il consigliere – “extracomunitari bivaccano sotto le case, accendono fuochi e trasformano il quartiere in un accampamento a cielo aperto”. Parole dure, accompagnate da critiche alla gestione dei rifiuti – “cassonetti stracolmi e raccolta inefficiente da parte di Amia, soprattutto a Sacra Famiglia” – e al traffico cittadino “ormai fuori controllo a causa di cantieri mal gestiti”.
“Basta false promesse, servono interventi strutturali immediati” – incalza Zavarise – “la Lega continuerà a denunciare questo degrado e a dare voce a cittadini e commercianti esasperati”.
Ma la replica del Partito Democratico non si fa attendere. Marco De Fazio, segretario del Quarto Circolo PD Verona, insieme alle consigliere di Circoscrizione Maddalena Tomelleri e Sabrina Ugolini, definisce le parole della Lega “scene da campagna elettorale”.
“La sicurezza non si garantisce con proclami e slogan, ma con strumenti concreti e con il presidio sociale”, affermano. “Chiedere in Consiglio di Circoscrizione l’arrivo delle Forze dell’Ordine è solo propaganda: la Circoscrizione non può assegnare agenti né decidere dove mettere i presidi fissi, e chi lo propone lo sa benissimo”.
Secondo il PD, l’unico modo realistico per agire è attraverso le competenze locali: riqualificazione degli spazi pubblici, eventi culturali nei quartieri, partecipazione attiva dei cittadini. E difendono proprio le tanto criticate “letture pubbliche in piazza”, bollate da Zavarise come inutili: “Vivere insieme strade e piazze è il primo passo verso una sicurezza vera, non solo fatta di lampeggianti”.
Il messaggio è chiaro: “Non è che il PD è ingenuo. È che scegliamo la strada difficile della concretezza, non quella comoda della propaganda.”
Il tema della sicurezza urbana continua così ad accendere il dibattito politico a Verona. Due visioni contrapposte: da un lato chi invoca concretezza con presìdi e interventi repressivi, dall’altro chi punta sulla teoria della coesione sociale e sulla vivibilità degli spazi pubblici. In mezzo, i cittadini, chiamati ogni giorno a convivere con problemi reali e in cerca di soluzioni che vadano oltre lo scontro politico.













