Sono ufficialmente iniziate a Verona le riprese di “Con un filo di voce”, il nuovo cortometraggio firmato da Cinevideo Production S.r.l., che affronta con intensità e rispetto il tema della violenza contro le donne. Un progetto artistico e sociale di grande impatto, reso ancora più speciale dalla partecipazione straordinaria di Giancarlo Giannini, leggenda vivente del cinema italiano.
Le prime scene sono state girate proprio nell’atrio del Tribunale Militare di Verona, dove lunedì 17 giugno alle ore 12:30 si è tenuto un evento per celebrare l’avvio della produzione. Tra gli ospiti d’onore, anche Roberta Beolchi, arrivata da Roma, presidente di EDELA, associazione no profit attiva su tutto il territorio nazionale a tutela e sostegno degli orfani del femminicidio e delle famiglie affidatarie. La sua presenza ha aggiunto una testimonianza concreta e toccante al messaggio dell’opera.
Il film, pensato non per fini commerciali ma come strumento di sensibilizzazione, si propone di scuotere le coscienze e stimolare un cambiamento attraverso il linguaggio dell’arte. “Vogliamo dare voce a chi spesso resta inascoltato”, spiegano i produttori, sottolineando come l’opera si ispiri alle linee guida del Parlamento Europeo e dell’Unione Europea in materia di diritti umani, parità di genere e contrasto alla violenza.
Nel cast, accanto a Giancarlo Giannini, figurano anche Francesca Loy, Riccardo Polizzy Carbonelli, Igor Barbazza e Linda Collini, con la regia di Alessandro Zonin. La produzione è curata da Cinevideo Production S.r.l., con il sostegno del Manni Group di Verona, che ha creduto sin dall’inizio nel valore educativo e civile del progetto.
Il cortometraggio sarà diffuso nelle scuole, attraverso eventi pubblici e momenti di confronto con esperti, attivisti e membri del cast. È prevista anche la distribuzione televisiva, con contatti già avviati con Mediaset, e la partecipazione a festival e concorsi nazionali e internazionali dedicati a tematiche sociali.
Tra gli obiettivi del progetto:
- educare le nuove generazioni al rispetto e alla parità di genere;
- offrire strumenti per riconoscere i segnali di violenza e chiedere aiuto;
- creare occasioni di dialogo tra scuole, istituzioni e associazioni.
“Con un filo di voce” nasce per essere un racconto autentico, profondo e necessario. Un viaggio doloroso ma essenziale, dalla sofferenza alla speranza, per costruire una società più consapevole e giusta.














