Nel 2024 gli italiani hanno speso 16,3 miliardi di euro nei giochi pubblici su rete fisica, contribuendo con 9,2 miliardi di euro alle casse dello Stato. A rivelarlo è il rapporto “Il valore economico e sociale dei giochi pubblici su rete fisica in Italia” curato da Nomisma con la collaborazione di NOVOMATIC Italia.
Si tratta di un comparto che ha generato 65,3 miliardi di euro di giocate attraverso oltre 85.000 esercizi fisici, e che complessivamente ha movimentato 157,4 miliardi di euro tra fisico e online. Di questi, 136 miliardi sono stati restituiti sotto forma di vincite, con una spesa netta totale (cioè le giocate meno le vincite) pari a 21,4 miliardi, di cui la rete fisica rappresenta oltre tre quarti.
Un settore che vale l’1,1% del PIL
I numeri impressionano anche per l’impatto economico generale: il valore aggiunto generato dal comparto è di 20,8 miliardi di euro, con un moltiplicatore economico di 3,4. Questo significa che per ogni euro prodotto dal settore, se ne attivano altri 2,4 nell’economia nazionale.
Dal punto di vista occupazionale, i 147mila addetti diretti impiegati da concessionari e gestori attivano 324mila posti di lavoro complessivi in Italia. In pratica, ogni lavoratore diretto del settore genera 2,2 posti di lavoro indiretti o indotti.
Gioco fisico più sicuro e legale
Il report sottolinea anche il valore sociale della rete fisica: presidio di legalità e strumento di contrasto alla criminalità organizzata e al gioco patologico. Il 48% degli italiani adulti ha giocato almeno una volta nel 2024, e la preferenza verso i canali fisici rispetto all’online è motivata dalla maggiore percezione di sicurezza e affidabilità: “meno rischio di truffe”, dice il 30% dei giocatori, “più assistenza del personale”, aggiunge il 22%.
Il gioco più diffuso? Il Gratta e Vinci, scelto da 9 italiani su 10 tra chi ha giocato.
Verso un nuovo modello con l’IA (ma serve una legge nazionale)
L’introduzione di tecnologie come l’intelligenza artificiale per il monitoraggio dei comportamenti a rischio è indicata da Nomisma come possibile svolta, soprattutto per AWP e VLT, che potrebbero replicare i meccanismi di intervento già sperimentati nel gioco online.
Tuttavia, emerge una criticità chiave: la mancanza di una normativa uniforme. “Oggi il comparto soffre una condizione di crescente marginalizzazione normativa e competitiva” ha dichiarato Emanuele Di Faustino, responsabile Industria, Retail e Servizi di Nomisma. “Una frammentazione che andrebbe superata con una normativa nazionale uniforme, capace di garantire un equilibrio tra peso economico del comparto, legalità e adeguata tutela della salute pubblica”.
Un appello che suona come un avvertimento alle istituzioni: o si riconosce il valore economico e sociale del gioco fisico, o si rischia di lasciare spazio all’illegalità.













