Home Articoli Lunedì è Tax Day: dai veneti 3,9 miliardi al Fisco. E il 30 giugno ne arriveranno altri 1,5

Lunedì è Tax Day: dai veneti 3,9 miliardi al Fisco. E il 30 giugno ne arriveranno altri 1,5

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Altro che “giorno della liberazione fiscale”. Per i contribuenti veneti, quello di lunedì sarà un vero incubo fiscale. Entro il 17 giugno, infatti, dalle casse di cittadini, imprese e lavoratori autonomi della nostra regione usciranno 3,9 miliardi di euro destinati all’Erario. Una cifra enorme, che l’Ufficio studi della CGIA definisce peraltro sottostimata, perché non include i contributi previdenziali.

E non finisce qui: entro il 30 giugno arriverà la seconda stangata del mese, con un esborso stimato in altri 1,5 miliardi di euro. Totale: 5,4 miliardi in quindici giorni.

Le imprese a corto di fiato

A pagare il conto più salato saranno ancora una volta le imprese, chiamate a versare circa l’80% del totale di metà giugno: tra ritenute Irpef, Iva, Imu e imposte sui lavoratori autonomi. In particolare, le ritenute Irpef (circa 1,5 miliardi) e l’Iva (altri 1 miliardo) sono tecnicamente partite di giro per le aziende, ma intanto la liquidità esce dalle loro casse, in un contesto in cui il credito bancario resta limitato e i tempi di pagamento tra privati si allungano.

“Molti imprenditori hanno cerchiato in rosso le date del 17 e del 30 giugno: due scadenze che fanno tremare chiunque abbia a cuore la propria attività”, osserva la CGIA.

La gabbia fiscale italiana

Nel confronto europeo, l’Italia resta tra i Paesi più tartassati: nel 2024 la pressione fiscale è stata del 42,6% del PIL, dietro solo a Danimarca, Francia, Belgio, Austria e Lussemburgo. Peggio di noi, tra i principali partner commerciali, c’è solo la Francia. In Germania il peso si ferma al 40,8%, in Spagna al 37,2%, e la media UE è al 40,4%.

Non solo: pagare le tasse in Italia è complicato. Secondo la Banca Mondiale, una media impresa italiana perde 30 giorni all’anno (238 ore) per gestire gli adempimenti fiscali. In Francia bastano 17 giorni, in Spagna 18, in Germania 27.

Evasione: in Veneto vale 6,5 miliardi l’anno

Sul fronte evasione, qualche passo avanti c’è stato. L’Agenzia delle Entrate nel 2024 ha recuperato 33,4 miliardi, record storico. E secondo il MEF, l’evasione nazionale è scesa da 108,4 miliardi nel 2017 a 82,4 nel 2021.

Il Veneto resta comunque una delle regioni più virtuose, con un’evasione stimata in 6,5 miliardi annui, pari al 10,6% del gettito. Meglio fanno solo Lombardia e alcune aree del Nordest. La media nazionale è del 12,5%, mentre il record negativo spetta a Calabria (20,4%), Campania (19,1%) e Puglia (18,7%).

Per battere l’evasione serve un fisco più efficiente

Per contrastare l’infedeltà fiscale, la tecnologia e l’incrocio dei dati restano le armi principali: fatturazione elettronica, split payment, invio telematico dei corrispettivi. Secondo l’Agenzia delle Entrate, gli ambiti a rischio restano:

  • frodi Iva,
  • crediti d’imposta fittizi,
  • false residenze all’estero,
  • occultamento di capitali all’estero.

“Solo rendendo il fisco più intelligente, e meno oppressivo, si può davvero ridurre l’evasione”, è il mantra ormai condiviso anche a livello istituzionale.



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