Botta e risposta a distanza tra l’Amministrazione Tommasi e il presidente della 4ª Circoscrizione Alberto Padovani (FdI), dopo i recenti disordini nel quartiere Golosine. A rispondere alle accuse di immobilismo e malagestione è arrivata una nota congiunta degli assessori Jacopo Buffolo e Stefania Zivelonghi, che non hanno risparmiato critiche al presidente.
“Strumentalizzare un episodio per attaccare la comunità migrante e il lavoro dell’amministrazione è scorretto. Farlo ignorando consapevolmente ciò che è stato fatto – e non è stato fatto – in questi anni è irresponsabile”, ha dichiarato Buffolo, sottolineando che “il problema non sono gli stranieri, ma l’abbandono delle politiche pubbliche”.
Sulla stessa linea Zivelonghi, assessora alla Sicurezza, che ha parlato di “frattura sociale preoccupante e della solita strumentalizzazione politica che certi ne fanno”. La mancanza di strumenti normativi, secondo l’assessora, limita la capacità di intervento reale: “A chi opera sul territorio mancano strumenti per incidere sulla recidiva, manca la certezza delle conseguenze e strumenti per il recupero dei giovani”. E ha criticato anche l’idea di un referendum, definendolo “un richiamo che lascia perplessi e dimostra l’inconsistenza delle soluzioni proposte da certe forze politiche”.
L’amministrazione ha difeso il lavoro svolto in questi anni: dai Forum delle cittadinanze, ai progetti di ascolto e mediazione culturale nelle circoscrizioni, fino alla creazione di GeneraLab, centro per l’inclusione ispirato alla storica Casa di Ramia.
“Tutti percorsi che Padovani ha disertato insieme alla sua compagine”, ha precisato ancora Buffolo. E ha concluso: “Le seconde generazioni pagano anni di disinvestimento in scuola, lavoro, casa e cittadinanza. L’integrazione si fa con il riconoscimento, non con l’emarginazione. I giovani coinvolti nei disordini non rappresentano una comunità intera. Colpevolizzare tutti è ingiusto e pericoloso”.
Nel frattempo il Comune ribadisce di aver potenziato il personale della Polizia locale, ma chiarisce: “Non si risolve tutto con più pattuglie. La sicurezza si costruisce con la prevenzione e la presenza sul territorio”.













