L’affluenza è stata bassa, il quorum non è stato raggiunto, ma il Partito Democratico non alza bandiera bianca. Dopo il pesante dato registrato a livello nazionale – appena il 30,58% – e quello ancor più preoccupante di Verona, ferma al 24,3%, arriva la presa di posizione del segretario provinciale Franco Bonfante.
“Chiaramente non è questo il risultato per cui come PD abbiamo lavorato intensamente e unitariamente in queste settimane, tuttavia il valore della consultazione referendaria va oltre il mancato raggiungimento del quorum, che sapevamo essere difficilissimo”, dichiara Bonfante, puntando il dito contro la destra: “Ha speculato durante tutta la campagna per evitare di entrare nel merito dei quesiti”.
Il PD, insomma, rivendica coerenza e chiarezza su temi sociali cruciali: “È stato importante posizionarsi a fianco degli interessi concreti dei lavoratori”, prosegue Bonfante. “Si sono poste le basi per essere credibili sulle iniziative per il salario minimo, stipendi più adeguati e contro gli infortuni e la precarietà, che colpiscono in particolare i giovani.”
Un risultato atteso, secondo il segretario dem: “Il forte calo dei votanti è un trend già in atto anche nelle politiche e nelle amministrative. Una performance dignitosa era attesa attorno al 30%, con almeno 12 milioni di elettori, e questo è quanto è avvenuto.”
In attesa dei dati sui singoli quesiti, il messaggio del PD veronese è chiaro: il lavoro e la cittadinanza restano priorità politiche, indipendentemente dall’esito referendario.













