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⚠️ OPS UniCredit-Banco BPM, l’allarme del sen. Gelmetti (FdI) con una lettera aperta: “Verona rischia un nuovo indebolimento finanziario”

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Si alza forte la voce del territorio contro la possibile OPS di UniCredit su Banco BPM. A guidare la preoccupazione istituzionale è il Senatore Matteo Gelmetti di Fratelli d’Italia, che in una lettera aperta (in calce il testo integrale) indirizzata a tutte le istituzioni veronesi – civili, economiche, sindacali e universitarie – lancia l’allarme su “conseguenze potenzialmente devastanti per il tessuto economico, occupazionale e sociale della città”.

Nel suo intervento, Gelmetti ripercorre le ferite ancora aperte del sistema finanziario veronese: “Verona ha già vissuto eventi traumatici: la dissoluzione della storica Cassa di Risparmio di Verona, della Banca Popolare, e la vicenda di Cattolica Assicurazioni, pilastro identitario della nostra comunità”.

Ma ora lo scenario rischia di ripetersi. Secondo il senatore, l’eventuale fusione potrebbe causare la chiusura di oltre 90 agenzie di Banco BPM solo sul territorio scaligero, con un impatto diretto sull’occupazione e sull’accesso al credito per famiglie e imprese.

“Una tale contrazione dell’offerta bancaria locale significherebbe meno sostegno agli investimenti, maggiore difficoltà per le PMI, e un colpo durissimo alla resilienza del nostro sistema produttivo”, sottolinea Gelmetti.

L’appello è chiaro: “Non si tratta di opporsi al cambiamento, ma di evitare che avvenga ancora una volta a discapito di Verona. La nostra città ha diritto a essere protagonista, non vittima”.

Per questo, il senatore invita ad aprire “un confronto ampio, trasparente e costruttivo” con i vertici di UniCredit e Banco BPM, coinvolgendo le autorità di vigilanza e le forze sociali del territorio.

Il testo della lettera aperta:

Illustrissimi,
desidero sottoporre alla Vostra attenzione, con senso di responsabilità e profonda preoccupazione, le possibili conseguenze che l’offerta pubblica di scambio (OPS) promossa da UniCredit nei confronti di Banco BPM potrebbe determinare per il tessuto economico, occupazionale e sociale del nostro territorio.
Verona ha già vissuto negli ultimi anni eventi traumatici di natura finanziaria e industriale che ne hanno minato la fiducia e la solidità economica. Mi riferisco in particolare alla dissoluzione della storica Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno, alla Banca Popolare di Verona e, più recentemente, alla complessa e dolorosa vicenda che ha coinvolto Cattolica Assicurazioni, vero pilastro identitario della nostra comunità.
Ora si profila all’orizzonte una nuova minaccia. La possibile integrazione tra UniCredit e Banco BPM rischia di tradursi, per Verona, in un ulteriore indebolimento del presidio bancario e finanziario locale. Secondo stime ufficiose, oltre 90 agenzie di Banco BPM sul territorio potrebbero essere chiuse, con gravi ricadute sul piano occupazionale e sulla capacità di erogazione del credito a famiglie e imprese.
Una tale contrazione dell’offerta bancaria locale significherebbe meno sostegno agli investimenti, minore vicinanza alle piccole e medie imprese, maggiore difficoltà per le famiglie ad accedere a mutui e servizi. In una fase economica ancora fragile, questa prospettiva sarebbe un colpo durissimo alla resilienza e alla competitività del nostro sistema produttivo.
Per queste ragioni, rivolgo un appello corale a tutte le istituzioni veronesi – civili, economiche, sindacali, universitarie – affinché si apra un confronto ampio, trasparente e costruttivo con i vertici bancari e con le autorità competenti. È nostro dovere valutare ogni possibile misura per tutelare l’occupazione, la coesione sociale e la capacità di accesso al credito delle nostre comunità.
Non si tratta di opporsi al cambiamento, ma di evitare che esso avvenga ancora una volta a discapito di Verona. La nostra città ha diritto a essere protagonista, non vittima, dei processi di trasformazione in atto.
Con i più cordiali saluti,
Sen. Matteo Gelmetti
Senatore della Repubblica – Fratelli d’Italia



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