La questione sicurezza a Verona si infiamma. Dopo le parole nette del Questore Rosaria Amato, che in una recente intervista ha evidenziato le “criticità nella gestione dell’ordine pubblico e l’inadeguatezza dell’attuale rete di videosorveglianza”, è arrivata l’affondo politico dell’On. Marco Padovani (Fratelli d’Italia) e la risposta dell’Amministrazione Tommasi.
L’escalation di violenza nelle piazze del centro storico – da Piazza Erbe a San Nicolò, teatro dell’ultima rissa – riporta sotto i riflettori un tema ormai strutturale. “Non possiamo più accettare la narrazione di un Comune che si limita a scaricare ogni responsabilità”, ha attaccato Padovani. “Se l’assessore Zivelonghi arriva a dire che non ha competenza su nulla, allora a cosa serve la sua presenza in giunta?”.
Padovani ha poi puntato il dito anche contro le forze di maggioranza: “Sono gli stessi che a livello nazionale hanno votato contro il decreto Sicurezza. A parole dicono di voler tutelare il territorio, ma poi negano gli strumenti utili per farlo”. E ha concluso: “Verona merita un’amministrazione che non si nasconda dietro le competenze altrui, ma che si assuma la responsabilità politica e istituzionale”.
Non si è fatta attendere la replica del Comune, che rivendica gli interventi già messi in campo: “Dall’inizio del 2025 abbiamo installato nuove telecamere ad alta definizione, a partire da quella in Piazza Pradaval, per arrivare a un totale di circa 40 telecamere distribuite in zone critiche, 17 dispositivi per la lettura targhe e altre 17 in arrivo entro l’anno. La rete era obsoleta, l’abbiamo migliorata e continueremo a farlo”.
Non manca, da parte del Comune, un contrattacco politico diretto: “L’onorevole Padovani, che tanto dice di avere a cuore la sicurezza, cosa ha fatto per sbloccare in Parlamento la riforma della Polizia Locale ferma da mesi in Commissione? Perché non si è battuto per maggiori fondi a Verona o per l’accesso ai finanziamenti da città metropolitana?”.
Insomma, la tensione è altissima e l’impressione è che il tema sicurezza sia destinato a diventare un campo di battaglia centrale nei prossimi mesi, anche in vista delle elezioni regionali e comunali. In mezzo, una città che chiede risposte concrete e una presenza reale sul territorio.













