“Una tantum con fondi europei non bastano: ci sono enormi avanzi di bilancio inutilizzati”. È questo, in sintesi, l’affondo del consigliere regionale Alberto Bozza (Forza Italia) contro la gestione del socioassistenziale da parte della Regione Veneto.
A finire nel mirino dell’esponente forzista sono i recenti 19,5 milioni del Fondo Sociale Europeo destinati all’assistenza domiciliare per gli anziani non autosufficienti, e i 61,4 milioni, anch’essi europei, stanziati per contribuire alle rette delle RSA.
“Misure positive, ma episodiche e insufficienti”, dichiara Bozza, che sottolinea come la copertura riguardi solo un terzo degli anziani ospitati nelle strutture. Restano fuori circa 10 mila persone, bloccate in liste d’attesa che da anni restano irrisolte.
“Quello della non autosufficienza è un tema epocale – continua Bozza – e la Regione non può pensare di cavarsela con assegni una tantum, per giunta finanziati da Bruxelles. Bisogna mettere mano all’enorme avanzo di bilancio in sanità e costruire politiche strutturali, coinvolgendo medici di base, RSA e famiglie”.
Una critica netta, che chiama in causa anche una certa mancanza di visione: “Il nostro Paese sta invecchiando, e lo farà sempre di più. Servono investimenti seri, non pannicelli caldi”.













