Home Articoli ⚖️ Cattolica Ass.ni: ecco i passaggi decisivi della sentenza del Consiglio di Stato che smontano la narrazione IVASS ed evidenziano il “furto” della Compagnia

⚖️ Cattolica Ass.ni: ecco i passaggi decisivi della sentenza del Consiglio di Stato che smontano la narrazione IVASS ed evidenziano il “furto” della Compagnia

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È una vera bomba istituzionale quella detonata in silenzio tra le pagine della sentenza del Consiglio di Stato, chiamato a giudicare la legittimità delle sanzioni irrogate da IVASS ai consiglieri di amministrazione di Cattolica Assicurazioni nel 2020, ma entrata ovviamente nel merito della vicenda (Cons. Stato, Sez. VI, Sent., (data ud. 03/04/2025) 11/04/2025, n. 3106).

Solo grazie all’intervento del senatore Matteo Gelmetti (FdI) nella Commissione Parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, i riflettori si sono riaccesi su una vicenda che riguarda da vicino Verona: una città derubata di una compagnia storica, un tempo motore economico e simbolo identitario del territorio.

Il giudizio del massimo organo amministrativo non lascia spazio a dubbi: le valutazioni che portarono all’incorporazione della Compagnia in Generali Ass.ni erano sovradimensionate, se non addirittura infondate. Ecco i passaggi decisivi della sentenza, con un commento punto per punto.

“È contestato al CdA di non aver improntato la propria azione a canoni di sana e prudente gestione ponendo in essere condotte (che inducevano a prospettare la possibilità di procedere ad un aumento di capitale pari a € 500.000.000,00 con superamento della forma cooperativa e trasformazione dell’ente in S.p.A.) che esponevano la Cattolica a rischio di solvibilità nonché a rischi legali e reputazionali”

➡️ COMMENTO: Questo era il “capo di imputazione” di IVASS alla Compagnia. Parole pesantissime che non lasciarono altra scelta che l’incorporazione di Cattolica in Generali.

“Non emerge in modo evidente il rilevato immobilismo (quanto meno nei termini contestati) dell’organo di amministrazione in presenza di una situazione sicuramente critica ma meno allarmante di quanto prospettato, rilevata e affrontata predisponendo misure, frutto anche di una dialettica mai interrotta con l’Autorità, che si mostravano nel tempo sufficientemente efficaci.”

➡️ COMMENTO: Qui i giudici del Consiglio di Stato sono netti: nessun immobilismo, anzi una reazione strutturata. Il dialogo con IVASS era continuo. Si insinua il sospetto che IVASS abbia scambiato un dissenso operativo per un’inadempienza.

“L’andamento del S.R. (Solvency Ratio, nda), come si evince dal verbale del CdA del 7 maggio 2020, era sottoposto a monitoraggio settimanale […] influenzato dalla pandemia (evento straordinario il cui impatto non sembra essere stato adeguatamente valutato dall’Autorità nella presente vicenda)”

➡️ COMMENTO: Il Consiglio censura IVASS per non aver considerato l’impatto Covid: una svista grave. Il Solvency Ratio (116%) era ben lontano da soglie critiche e l’emergenza sanitaria aveva stravolto i mercati. Un contesto straordinario ignorato da chi invece avrebbe dovuto tenerne conto.

“Nella successiva seduta del 12 maggio 2020, veniva presa in considerazione la possibilità di aumentare il capitale […] pur rilevando che ‘si deve prendere atto che l’Autorità di Vigilanza non risponde alle aspettative della Compagnia in termini di fluidità di rapporti […] preferendo la comunicazione formale'”

➡️ COMMENTO: La Compagnia cercava un dialogo costruttivo, ma si scontrava con un muro. Il formalismo rigido e la mancanza di interlocuzione costruttiva da parte di IVASS non solo rallentavano le strategie correttive, ma ne minavano anche l’efficacia.

“Il verbale di seduta evidenzia l’ampio dibattito che si sviluppa in merito alle criticità prospettate e ai possibili rimedi”

➡️ COMMENTO: Altro che CdA dormiente: i documenti dimostrano che il board era vigile, attivo, coinvolto. Una smentita diretta al cuore della narrativa che giustificò l’entrata di Generali Ass.ni.


“L’ingresso di Generali produrrà un aumento del capitale sociale pari a 300 milioni di euro […] per un importo pari a 113 milioni. […] La quota parte di aumento nell’immediato, ipotizzata dalla Compagnia in 200 milioni di euro, […] si rivelava nei fatti superiore all’incremento effettivo determinato poi dall’ingresso di Generali […] attestava su valori significativamente superiori […] (201% nel maggio 2021).”

➡️ COMMENTO: La sentenza svela l’assurdo: IVASS respingeva la proposta di Cattolica da 200 milioni, ritenendola inadeguata, salvo poi approvare un’operazione con Generali che portava un rafforzamento netto inferiore. E il Solvency Ratio? Raggiungeva il 201% già prima del closing. Dove sarebbe stata, dunque, l’urgenza?


“Non emerge inoltre dai provvedimenti impugnati una sufficiente considerazione degli effetti indotti dalla pandemia sui mercati finanziari”

➡️ COMMENTO: Forse il passaggio più grave. Il Consiglio di Stato rimprovera apertamente IVASS per aver ignorato lo scenario globale. Un errore di prospettiva che ha avuto effetti devastanti per la governance e l’autonomia di una compagnia storica.


Considerazione finale

Ciò che emerge con forza è che Cattolica è stata sostanzialmente “commissariata” non perché incapace, ma perché inascoltata. La vigilanza si è trasformata in ingerenza, la prudenza in rigidità. Oggi, grazie alla sentenza e alla denuncia politica del sen. Matteo Gelmetti, Verona ha il diritto di chiedersi: “Se IVASS avesse operato con maggiore equilibrio, Cattolica sarebbe ancora una compagnia indipendente?”

La risposta non è scritta in una sentenza, ma nel cuore di una comunità tradita.



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