Un assessorato dedicato alla Pace: è la proposta lanciata dalla consigliera regionale Anna Maria Bigon (PD) con una mozione presentata il 5 maggio, ora in attesa di essere discussa in Consiglio regionale del Veneto.
“Con l’invasione dell’Ucraina e i massacri in Medio Oriente, la moltiplicazione dei conflitti nel mondo e l’incapacità degli Stati di trovare soluzioni politiche, i temi della guerra, della pace e dei diritti umani sono tornati centrali”, scrive Bigon, sottolineando come anche le Regioni debbano attivarsi, pur senza competenze dirette in politica estera.
Secondo la consigliera dem, l’istituzione di una delega o assessorato alla Pace rappresenterebbe un gesto concreto e coerente con quanto sancito dallo stesso Statuto del Veneto, che all’articolo 5 recita: “La Regione promuove la cultura di pace, opera per la giustizia sociale, i diritti umani, il dialogo e la cooperazione tra i popoli”.
Nel mirino della mozione, anche la mancanza di una competenza specifica sulla pace tra le 108 attualmente attribuite ai membri della Giunta Zaia, come riportato nell’allegato A al DPGR n. 90 del 17/9/2024.
“Chiedo che si istituisca un assessorato o una delega specifica su questo tema, prevedendo fin dal prossimo assestamento di bilancio un significativo aumento di risorse”, scrive Bigon, che non lesina critiche a chi “usa ancora oggi un linguaggio pieno di metafore di guerra”, e invita invece a “parlare ai giovani per disinnescare la cultura dello scontro”.
Una proposta che mira a lasciare un segno in chiusura di legislatura, ma anche un’eredità politica: “È un segnale importante, una grande opportunità che il Presidente Zaia e questo Consiglio possono dare al futuro Consiglio”.
L’iniziativa della consigliera Bigon promette di aprire un dibattito acceso. Sarà la pace un tema davvero “competente” anche per le Regioni?













