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Università di Verona, la sfida per il Rettorato entra nel vivo: ecco i programmi dei tre candidati

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L’Università di Verona si prepara a scegliere il suo nuovo Rettore: la prima votazione si terrà il 13 maggio e vede in corsa tre candidati di spessore, ciascuno con una visione chiara e proposte concrete per il futuro dell’Ateneo. Ecco una sintesi dei programmi di Roberta Facchinetti, Chiara Leardini e Riccardo Panattoni, con uno sguardo anche alle principali differenze.

Roberta Facchinetti: più sostenibilità e inclusione
“Un’università coesa, sostenibile e internazionale”, è il motto della professoressa Facchinetti. Al centro del suo programma ci sono la sostenibilità ambientale e sociale, l’inclusione, l’internazionalizzazione e la ricerca di eccellenza. Propone una governance partecipata, con maggiore coinvolgimento degli studenti e del personale tecnico-amministrativo. Punta molto anche sul potenziamento delle relazioni internazionali e sulla creazione di percorsi di carriera più trasparenti e valorizzanti per tutti i componenti della comunità universitaria.

Chiara Leardini: innovazione organizzativa e dialogo con il territorio
La professoressa Leardini immagina un ateneo più dinamico e agile, con forte attenzione all’efficienza organizzativa. “Dobbiamo rendere l’università più capace di dialogare con il mondo esterno”, afferma. Tra le sue proposte principali: la riforma dei dipartimenti per una gestione più snella, la creazione di una grande biblioteca nel Polo di Veronetta, e il rafforzamento delle collaborazioni con imprese e istituzioni locali. Sottolinea anche la necessità di nuovi spazi per incubatori di idee e innovazione.

Riccardo Panattoni: centralità della ricerca e benessere della comunità
Il professor Panattoni punta su una forte identità accademica e culturale: “L’università deve essere il luogo di crescita culturale ed economica per tutto il territorio”. Propone di potenziare i servizi agli studenti e al personale, di rafforzare l’internazionalizzazione attraverso reti di ricerca e mobilità internazionale e di favorire il benessere psicologico e lavorativo di tutta la comunità universitaria. Propone anche un’azione mirata contro il precariato accademico.


Le principali differenze
Se Facchinetti punta su una maggiore sostenibilità e inclusione sociale, Leardini guarda soprattutto alla modernizzazione delle strutture e dei processi interni. Panattoni, invece, mette in primo piano la cultura e il benessere della comunità universitaria, con una forte attenzione al ruolo pubblico dell’università sul territorio.

La corsa è ufficialmente aperta: appuntamento al 13 maggio per la prima votazione, con un Ateneo pronto a scegliere il suo futuro.



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