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Banco BPM respinge l’offerta di UniCredit: “Corrispettivo non congruo e penalizzante per i nostri azionisti”

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Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ha approvato all’unanimità il comunicato ufficiale in risposta all’Offerta Pubblica di Scambio volontaria lanciata da UniCredit sull’intero capitale della banca. La bocciatura è netta: “L’offerta non è conveniente e il corrispettivo non è congruo.”

Nel documento, redatto ai sensi dell’art. 103 del TUF e dell’art. 39 del Regolamento Consob, il CdA motiva il rifiuto dell’OPS evidenziando criticità su più fronti:


“Corrispettivo insoddisfacente e senza premio di controllo”

Il prezzo proposto da UniCredit risulta “del tutto insoddisfacente per gli azionisti di Banco BPM, non riconosce il reale valore della banca e favorisce i soci di Unicredit a discapito dei nostri”. Citi e Lazard, advisor finanziari della banca, hanno confermato l’incongruità economica del corrispettivo.

“Non viene riconosciuto un premio per il controllo, anzi: in alcune finestre temporali l’offerta incorpora addirittura uno sconto sul valore delle azioni Banco BPM”, si legge nel comunicato.


“Trasferimento di valore verso UniCredit”

Il CdA segnala un’importante perdita di valore potenziale per gli azionisti: “Nel 2027 ci aspettiamo un utile netto stand-alone di circa 2,15 miliardi. L’integrazione con Unicredit ci porterebbe a una quota di utile inferiore di circa 450 milioni, equivalenti a un impatto negativo di oltre 3,6 miliardi”.


“Distribuzione sinergie sfavorevole”

Anche l’allocazione delle sinergie previste è considerata squilibrata: “Solo il 14% dei benefici netti stimati andrebbero agli azionisti Banco BPM, mentre l’86% sarebbe assorbito da quelli di UniCredit”.


“Banco BPM ha basi solide e prospettive di crescita autonome”

La banca rivendica la propria indipendenza strategica, sottolineando: “Abbiamo una rete capillare nelle aree economicamente più dinamiche d’Italia, un modello di business robusto e un piano strategico aggiornato che prevede 6 miliardi di euro di distribuzione agli azionisti entro il 2027”.


⚠️ “UniCredit non offre garanzie sufficienti”

Il Consiglio lamenta anche una mancanza di trasparenza da parte dell’offerente: “UniCredit non ha ancora presentato un piano industriale dettagliato post-acquisizione, né chiarito il ruolo futuro di Anima o l’impatto delle prescrizioni del Golden Power”.

Ulteriori preoccupazioni riguardano l’esposizione geografica di UniCredit, la sua presenza in Russia, e le operazioni straordinarie avviate recentemente, tra cui l’ingresso in Commerzbank e Assicurazioni Generali.


“Anche l’aspetto fiscale può penalizzare i nostri azionisti”

L’operazione è considerata “realizzativa” a fini fiscali: “Gli azionisti dovranno affrontare direttamente eventuali imposte sul capital gain, senza ricevere liquidità ma solo azioni UniCredit in cambio”.


In conclusione, Banco BPM prende una posizione chiara e decisa contro l’OPS di UniCredit: “L’offerta è priva di elementi essenziali per una valutazione consapevole. Ai nostri azionisti viene chiesto di aderire al buio, assumendosi rischi economici e fiscali non giustificati”.



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