“Vivo in una bolla ideologica?” La consigliera comunale Jessica Cugini, capogruppo di In Comune per Verona. Sinistra Civica Ecologista, replica duramente alle accuse del leghista Nicolò Zavarise, che l’aveva attaccata in seguito al presidio contro i cosiddetti “Maranza”.
“Comprendo che entrare nel merito di determinati argomenti non appartiene a chi sposa lo stesso linguaggio d’odio del presidio di sabato, il cui slogan era ‘emargina il Maranza’, un presidio cui sono mancate, come al consigliere leghista, le parole”, afferma Cugini, puntando il dito contro un approccio politico che – a suo avviso – “continua a criminalizzare e razzializzare i giovani”.
La consigliera sottolinea come il termine “Maranza” nasca da un neosillogismo che unisce “mara” (per marocchino, dunque immigrato) e “zanza” (tamarro, in milanese), una parola che – spiega – “serve a ghettizzare e racchiudere in un’unica etichetta una parte della popolazione giovanile di cui probabilmente non si conosce nulla”.
Non manca un riferimento critico alla linea di Lega, Forza Nuova e CasaPound: “Si preferisce non capire e continuare a prestare il fianco alla politica fascista… una politica che abbiamo visto assaltare la CGIL e organizzare ronde in città anche in pieno centro”. Cugini richiama invece alla responsabilità istituzionale, denunciando il rischio che Verona faccia la stessa fine delle banlieue parigine, “dove si intrecciano diseguaglianze sociali, mancanza di riscatto e rabbia generazionale”.
Il messaggio secondo la Cugini è chiaro: “La politica non deve partecipare alla diffusione di linguaggi d’odio, ma farsi carico di queste situazioni. L’unica via per una sicurezza reale è investire in politiche che abbattono la dispersione scolastica e le disuguaglianze”.
Infine, una stoccata ironica al consigliere Zavarise: “Rassicuro Zavarise: prendo i bus e lo fanno anche i miei figli, così come giro per i quartieri. Non l’ho mai incrociato…”.













