La giornalista Alessia Bottone denuncia i ripetuti furti sui pullman: l’appello al ministro Matteo Salvini e alle autostazioni italiane: “Più sicurezza per i viaggiatori!”
È partita da Verona e ora fa il giro d’Italia: la battaglia contro i furti sui pullman Flixbus ha conquistato lunedì sera anche i riflettori di Striscia la Notizia. A portarla in prima serata è stata la giornalista veronese Alessia Bottone, che ha raccolto decine di testimonianze di passeggeri derubati, tra cui lei stessa.
“Il ministro Salvini ci ascolti: servono regole più rigide e autostazioni sicure in tutta Italia”, ha dichiarato Bottone durante il servizio andato in onda su Canale 5, lanciando l’allarme anche grazie al supporto di Roberto Calise, responsabile delle relazioni istituzionali della società Flixbus.
Dai social a Striscia: così è nata la protesta
Tutto è partito mesi fa con un post su Facebook dove Bottone raccontava il furto subito durante una tratta Verona-Parigi. Da lì, il caso è esploso: decine di commenti, testimonianze simili e la nascita di un gruppo di denuncia spontanea. L’eco mediatica ha poi attirato l’attenzione del tg satirico, che ha documentato i fatti con immagini, interviste e video.
“Ho perso le valigie e ho dovuto ritirare un premio per un documentario… con il ricambio che avevo in borsa”, ha raccontato ironicamente Alessia, che con la sua consueta grinta ha denunciato “porte dei bagagli aperte durante le fermate, zero controlli, e malintenzionati sempre più spavaldi”.
Autostazioni insicure e nessun controllo: chi è il responsabile?
Il vero problema, come spiega anche Paolo Schiona dell’Associazione Consumatori Acoi, è che “le responsabilità rimbalzano tra chi gestisce il bus e le società delle autostazioni, e intanto i furti aumentano”.
Secondo Flixbus, il nodo sono proprio le autostazioni italiane, definite “le meno sicure d’Europa”. “Negli aeroporti o nelle stazioni c’è sempre una presenza delle forze dell’ordine. Nei terminal dei pullman invece no”, ha ribadito Calise.
Il caso Verona è ora nazionale. Ma da dove ripartire?
Dalla sicurezza. E dalla voce dei viaggiatori. Il messaggio è chiaro: “Basta viaggiare con l’ansia che ti rubino tutto mentre dormi. Serve un intervento urgente da parte del Ministero”, ha concluso Bottone.













