Home Articoli Zaia inaugura Vinitaly 2025: “Con il genio veneto superiamo i dazi. La viticoltura è il nostro oro”

Zaia inaugura Vinitaly 2025: “Con il genio veneto superiamo i dazi. La viticoltura è il nostro oro”

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È stata ufficialmente inaugurata oggi, domenica 6 aprile, la 57^ edizione di Vinitaly, e ancora una volta il padiglione del Veneto si conferma protagonista indiscusso della rassegna internazionale dedicata al vino. A tagliare il nastro è stato il presidente della Regione Luca Zaia, affiancato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, dal presidente di Veronafiere Federico Bricolo, dai ministri Luca Ciriani e Alessandro Giuli, e dal presidente di ICE Matteo Zoppas.

Durante l’inaugurazione, Zaia ha affrontato il nodo dei dazi imposti dagli USA sul vino italiano: “Per affrontare la congiuntura economica, attuale e futura, serve il ‘genio veneto’, che nei secoli ci ha resi capaci di superare ogni difficoltà. Non servono vendette inutili, serve difendere lavoro, impresa e identità produttive, con concretezza e resilienza”.

I numeri del comparto vitivinicolo veneto parlano chiaro: nel 2024 sono stati raccolti 13.744.000 quintali di uva, l’80% a bacca bianca, e prodotti 11,6 milioni di ettolitri di vino (+9,7% rispetto al 2023). Cresce anche la superficie coltivata a vigneto: 103.500 ettari, di cui 94.600 destinati alla produzione. Il settore conta oltre 19.800 occupati, con 9.569 aziende private e 12.797 cooperative.

Lo stand del Veneto (pad. 4, pos. D4/E4) ospita 400 aziende e rende omaggio a Milano-Cortina 2026, celebrando l’affinità tra sport e viticoltura: “Come gli atleti si sfidano sulle piste olimpiche, i nostri viticoltori affrontano le sfide quotidiane per ottenere un prodotto che storicamente è sempre stato l’oro del nostro territorio”, ha detto Zaia. “Ogni calice è una medaglia alla fatica e all’impegno. Ogni sorso è il risultato di una tecnica perfetta affinata con anni di esperienza”.

Non manca l’aspetto solidale: protagonisti anche i ragazzi dell’AIPD di Treviso, che festeggiano i 20 anni della vendemmia solidale con una raccolta fondi da 8.000 euro destinata a rendere più autonomi i giovani con sindrome di Down. Un esempio concreto di come il vino possa essere anche strumento di inclusione sociale.



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