Un allarme che suona forte e chiaro quello lanciato da Giuseppe Riello, presidente della Camera di Commercio di Verona, dopo l’annuncio dell’introduzione di dazi reciproci al 20% sull’import di prodotti tra Unione Europea e Stati Uniti, deciso dall’amministrazione Trump.
“I dazi al 20% sul terzo mercato di sbocco per l’export veronese rappresentano a vario titolo un passo indietro non solo per le nostre imprese ma anche per la nostra economia. Un macigno che peserà sul potere d’acquisto delle famiglie”, ha dichiarato Riello, sottolineando la necessità di “condividere con il Governo e le istituzioni eventuali misure compensative e portare avanti, in ambito comunitario, negoziazioni con l’amministrazione Trump per ridurre l’impatto delle nuove tariffe”.
Gli Stati Uniti rappresentano infatti il terzo mercato per l’export veronese, con un valore che nel 2024 ha raggiunto gli 858 milioni di euro, segnando un +6,2% rispetto all’anno precedente.
A pesare di più sul mercato americano sono le bevande, con oltre 138 milioni di euro esportati, pari al 16% del totale. Seguono macchinari, marmo e prodotti da forno, eccellenze del territorio che ora rischiano di subire un duro contraccolpo competitivo.
Una misura che, secondo la Camera di Commercio, potrebbe frenare la corsa dell’economia veronese, in un momento in cui le imprese hanno bisogno di certezze e mercati aperti, non di nuovi ostacoli.













