Dopo gli episodi di cronaca che hanno visto ancora una volta protagonisti giovani e giovanissimi in Veneto, interviene con parole nette il presidente della Regione Luca Zaia, chiedendo “misure decise e immediate contro bullismo e criminalità minorile”.
“Ci sono motivi e preoccupazioni sufficienti per pensare a strategie utili a mettere fine a gravi situazioni e comportamenti che vedono protagonisti anche alcuni giovani e giovanissimi”, ha dichiarato il Governatore, riferendosi al moltiplicarsi di casi in tutto il territorio: da Verona, dove un anziano è stato picchiato da uno sconosciuto, a Portogruaro, teatro di uno scontro tra bande, fino al Padovano, dove tre baby rapinatori adolescenti sono stati fermati.
“Crescono in fretta, anche nel crimine: i bulli di oggi rischiano di diventare i fuorilegge di domani”, avverte Zaia, che rilancia la necessità di applicare il Daspo urbano anche ai minorenni e istituire zone rosse per prevenire situazioni di pericolo.
Pur ringraziando le Forze dell’Ordine, l’autorità giudiziaria e il ministro Matteo Piantedosi per l’impegno e l’aumento degli organici annunciato nei giorni scorsi a Venezia, il presidente sottolinea che “è necessario applicare quella severità che aiuti i protagonisti a comprenderne la portata”. Il Daspo, ricorda, “può essere inflitto a chi ha più di quattordici anni, non rappresenta una condanna ma è una misura preventiva”.
Chiaro anche l’appello al senso di responsabilità collettivo: “A tutela dei giovani che studiano e lavorano seriamente, abbiamo il dovere sociale di intervenire contro questa escalation con il sostegno alle famiglie, alla scuola, con l’educazione al rispetto e ricercando le cause del disagio sociale, ma anche con corrette misure sanzionatorie che possono aiutare a comprendere e a crescere”.
Un messaggio forte, quello di Zaia, che lancia un monito ai giovani e un invito alla politica: la sicurezza, dice, passa anche dalla capacità di educare e intervenire prima che sia troppo tardi.













