Prosegue a ritmo sostenuto l’OPA su Anima promossa da Banco BPM, che al 25 marzo ha raggiunto il 47,24% del capitale sociale di Anima Holding, superando così la soglia minima del 45% + 1 azione prevista per l’efficacia dell’operazione. L’obiettivo del superamento del 50% appare dunque ormai a portata di mano.
Nel frattempo, resta aperta la questione relativa al trattamento prudenziale dell’acquisizione. Banco BPM ha confermato di aver ricevuto una comunicazione da parte della BCE, che ha espresso una visione conservativa in merito all’applicazione del cosiddetto Danish Compromise all’operazione Anima. Secondo l’Eurotower, infatti, non sussisterebbero le condizioni per applicare questa modalità contabile, che consente un trattamento più favorevole del capitale in caso di partecipazioni in società di asset management.
Tuttavia, come precisato dalla banca, tale posizione non costituisce una decisione formale, lasciando spazio a una valutazione definitiva da parte dell’EBA, alla quale è stato sottoposto un apposito quesito. Le interlocuzioni con la BCE, in parallelo, sono ancora in corso.
Nonostante l’incertezza normativa, Banco BPM conferma i target del piano industriale 2024-2027, presentato il 12 febbraio scorso: “Anche nello scenario di worst case, in cui non si applichi il Danish Compromise, il CET1 ratio resterà sopra il 13%, contro il 14,4% previsto nello scenario base”.
Confermata anche la distribuzione complessiva agli azionisti di 6 miliardi di euro nel periodo 2024-2027, pari a circa 1 euro per azione all’anno, con l’aggiunta di 1 miliardo extra nello scenario di applicazione favorevole del Danish Compromise.
Ulteriori aggiornamenti sono attesi nella seduta del Consiglio di Amministrazione di Banco BPM convocata per il 27 marzo, durante la quale saranno valutati l’andamento dell’OPA e le eventuali condizioni volontarie poste sull’offerta.













