Una sentenza importante per la tutela degli animali: i responsabili di Luna, la cagnolina legata fin da cucciola con una catena fissa di soli due metri, senza alcun riparo e ancorata alla finestra di un pollaio, sono stati condannati per detenzione di animale in condizioni incompatibili e produttive di gravi sofferenze.
L’operazione è partita dopo una segnalazione, che ha portato la sede LAV Verona a effettuare verifiche e presentare una denuncia ai Carabinieri Forestali. Dopo accurate indagini, Luna è stata sequestrata e affidata in custodia giudiziaria a LAV Verona, che ha trovato per lei una nuova famiglia, pronta ad accoglierla con amore e rispetto.
“Ogni condanna per maltrattamento speriamo che sia un passo in più verso una coscienza collettiva che consideri gli animali esseri senzienti, con diritto a libertà, dignità e vita” ha dichiarato Lorenza Zanaboni, responsabile di LAV Verona. “Questa sentenza dimostra che tenere un cane alla catena è un reato”.
LAV chiede al Senato modifiche urgenti alla legge contro i maltrattamenti
A fine novembre, la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura la proposta di legge “Modifiche al Codice penale e di procedura penale per i reati contro gli animali”, ma per LAV il testo presenta criticità:
L’aumento delle pene per i reati contro gli animali è troppo lieve e rischia di permettere agli imputati di evitare i processi.
L’uso della catena per i cani viene ancora tollerato dalla normativa, mentre andrebbe vietato completamente.
“La Commissione Giustizia del Senato deve inserire con urgenza questo tema all’ordine del giorno e approvare la nuova legge con le dovute modifiche” conclude LAV.
Una sentenza che segna un precedente importante e che rafforza la battaglia per il riconoscimento dei diritti degli animali in Italia.













