Nuova polemica sulle politiche energetiche dell’Unione Europea: il capodelegazione della Lega al Parlamento Europeo, Paolo Borchia, critica duramente la proposta di riproporre il price cap sull’energia, definendolo un errore che rischia di destabilizzare il mercato e penalizzare famiglie e imprese.
“Un nuovo tetto ai prezzi farà perdere fiducia nel mercato di riferimento europeo e spingerà gli operatori a spostare le negoziazioni su piattaforme extra-europee. Sarà un boomerang per le tasche dei cittadini”, ha dichiarato Borchia, che è anche coordinatore in Commissione Industria per il Gruppo dei Patrioti.
I rischi del price cap secondo Borchia
Perdita di fornitori di GNL: i produttori di gas naturale liquefatto potrebbero preferire mercati senza restrizioni, lasciando l’Europa con minori rifornimenti.
Aumento dei prezzi: il tetto artificiale potrebbe paradossalmente far lievitare i costi invece di contenerli.
Errori nelle previsioni UE: a dicembre 2022 Bruxelles aveva fissato una soglia di 180 €/MWh, ma il mercato non ha mai toccato quel livello. A gennaio 2025 il prezzo TTF era di 52 €/MWh, ben al di sotto delle stime.
“L’Europa la smetta con il pressapochismo, famiglie e imprese non possono più permettersi questi errori di calcolo”, conclude Borchia, chiedendo alla Commissione Europea di rivedere la propria strategia e ascoltare le esigenze dell’industria.













