È scoppiato il caos all’ospedale Confortini di Verona Borgo Trento: decine di membri della comunità Sinti, arrivati da Bologna con camper e roulotte, hanno occupato il piazzale per stare vicini al loro parente, il malvivente protagonista della spaccata alla gioielleria dello Stadio.
La scena era surreale: donne, uomini e persino bambini affollavano l’ingresso, creando disagi e tensione tra il personale sanitario e i pazienti. Alcuni testimoni raccontano di urla, discussioni animate e un clima di nervosismo crescente. La direzione dell’ospedale, allarmata, ha richiesto l’intervento della Questura, e sul posto sono arrivati agenti in divisa e in borghese per prevenire disordini.
Il ferito, un noto ladro seriale con numerosi precedenti, è ricoverato in condizioni gravissime dopo essere stato recuperato senza sensi tra le gelide acque del canale Camuzzoni, nel tentativo di sottrarsi alla cattura.
L’episodio ha scatenato polemiche sui social e molti si chiedono se sia giusto occupare spazi pubblici, ostacolando l’attività di un ospedale.
La presenza massiccia della comunità Sinti ha sollevato anche timori per la sicurezza, con i carabinieri pronti a intervenire in caso di disordini. Un ulteriore episodio di tensione si è verificato quando una bambina della comunità è stata ripresa per aver sparso rifiuti, scatenando la reazione di alcuni presenti.
La polemica è ormai esplosa: Verona si interroga sull’opportunità di tollerare simili invasioni. Il dibattito è aperto: solidarietà familiare o occupazione indebita?













