Verona, tra le peggiori per inquinamento atmosferico
Il rapporto Mal’Aria 2025 di Legambiente conferma una realtà preoccupante: Verona è tra le città italiane con il maggior numero di sforamenti dei limiti di PM10, con 66 giorni oltre la soglia a Borgo Milano e 53 a Giarol Grande, ben al di sopra del massimo consentito di 35 giorni. Il valore medio annuale di PM10 è di 33 µg/mc, addirittura in leggero aumento rispetto al 2023.
Legambiente: “Qualità dell’aria stagnante, servono scelte radicali”
“I dati di Mal’Aria 2025 confermano che la qualità dell’aria a Verona è stagnante, con valori lontani dagli obiettivi di riduzione previsti per il 2030”, afferma Chiara MARTINELLI, presidente di Legambiente Verona. “Serve una svolta radicale nelle politiche urbane, ma non la vediamo ancora”.
Tra mobilità sostenibile e nuove strade: le contraddizioni del PAT
Nel nuovo Piano di Assetto del Territorio (PAT) si prevedono misure di mobilità sostenibile, tra cui:
✅ Progetto Città 30
✅ Estensione delle ZTL
✅ Potenziamento del filobus
✅ Recupero della rete metropolitana ferroviaria
Tuttavia, Legambiente Verona sottolinea una contraddizione evidente: “Si promuovono misure sostenibili, ma si continua a privilegiare il traffico privato con nuove strade. È noto che più strade significano più traffico e più inquinamento. Questa visione va contro le politiche di qualità dell’aria che dobbiamo adottare subito, perché il 2030 è dietro l’angolo”.
Le richieste di Legambiente Verona
Ridurre il traffico privato con misure concrete
Potenziare il trasporto pubblico e renderlo più efficiente
Ampliare le zone pedonali e ciclabili
Adottare strategie urbane incentrate sulla salute pubblica
Lotta allo smog: il tempo stringe
Secondo le nuove normative europee, Verona dovrà ridurre il PM10 del 39% e l’NO2 del 16% entro il 2030. Senza scelte coraggiose, la città rischia di rimanere tra le più inquinate d’Italia. Legambiente chiede un cambio di passo deciso, perché la qualità dell’aria non può più essere un tema rimandato.














