Si è spento all’età di 86 anni Paolo Biasi, figura di primo piano dell’economia scaligera, con una carriera che lo ha visto prima alla guida della Biasi Caldaie, storica azienda di famiglia, e poi al vertice della Fondazione Cariverona, da cui ha gestito strategie finanziarie di grande impatto sul territorio.
Nato a Verona nel 1938, Biasi ha mosso i primi passi nel mondo dell’industria all’interno dell’azienda fondata dal padre Mario Biasi, specializzata nella produzione di impianti di riscaldamento. Grazie alla sua gestione, la Biasi Caldaie ha conosciuto un’importante espansione, affermandosi tra i leader del settore, con una forte presenza sui mercati internazionali. Tuttavia, nel corso degli anni 2000, la società ha affrontato crescenti difficoltà economiche, fino alla liquidazione nel 2011.
Dopo il successo (e il successivo declino) dell’attività industriale, Biasi ha trovato una nuova dimensione nel mondo della finanza e del credito, diventando nel 1999 presidente della Fondazione Cariverona. Per oltre vent’anni ha guidato l’ente con una strategia di lungo periodo, gestendo asset bancari e promuovendo interventi culturali e di riqualificazione urbana. È stato tra gli artefici della fusione tra Cariverona e UniCredit, un’operazione che ha ridefinito l’assetto del credito in Veneto e oltre.
Sotto la sua leadership, la fondazione ha finanziato il restauro di importanti beni storici e il rilancio di spazi urbani, diventando un punto di riferimento per il sostegno alla cultura e al sociale. “Il suo contributo alla città è stato profondo e concreto”, ha commentato un collaboratore vicino a lui.
Con la scomparsa di Paolo Biasi, Verona perde un protagonista della sua storia economica, un uomo che ha guidato importanti sfide dell’industria e della finanza.













