Home Articoli ‍♂️ Lessinia, cresce il dissenso delle associazioni rurali contro le piste ciclabili nei pascoli

‍♂️ Lessinia, cresce il dissenso delle associazioni rurali contro le piste ciclabili nei pascoli

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Le associazioni che difendono il patrimonio rurale e zootecnico della Lessinia, come l’Associazione dei proprietari delle Malghe della Lessinia e la Salvaguardia rurale veneta, si oppongono con forza ai nuovi progetti delle amministrazioni locali. Questi prevedono la realizzazione di piste ciclabili all’interno delle aree pascolative, spesso su terreni privati, con il rischio di espropri parziali.

I malgari alzano la voce: “Un turismo insostenibile”

Secondo le associazioni, tali iniziative incrementano un tipo di turismo definito insostenibile per le attività zootecniche, già messe a dura prova dai cambiamenti climatici, dalla presenza dei lupi e dalle difficoltà logistiche. Enrico Beltramini, presidente di Salvaguardia rurale veneta, denuncia: “Tra predazioni, strade sconnesse e il ritiro del latte sempre più difficoltoso, si creano i presupposti per l’abbandono della nostra montagna. Inserire percorsi ciclabili nelle malghe senza dialogare con i malgari è un’imposizione che rischia di compromettere il loro lavoro e il futuro del territorio”.

Anche Marcantonio Grizzi, presidente dell’Associazione proprietari delle malghe, critica duramente il progetto: “Sembrano voler trasformare la Lessinia in un parco giochi, senza considerare l’impatto devastante su un sistema unico al mondo, fatto di oltre 100 malghe, la maggior parte delle quali private. Le malghe sono luoghi di lavoro, non percorsi per ciclisti”.

Espropri e mancanza di dialogo

Le associazioni puntano il dito contro i progetti che potrebbero portare a espropri di terreni privati per creare percorsi ciclopedonali. Bosco Chiesanuova, in particolare, sarebbe già capofila di iniziative di questo tipo. Tuttavia, alcune amministrazioni locali sembrano voler riaprire il dialogo: il consiglio comunale di Erbezzo ha recentemente rinviato la votazione sul percorso ciclopedonale che coinvolgerebbe le malghe.

Turismo e sviluppo: quale futuro per la Lessinia?

Le associazioni chiedono un approccio più equilibrato e concertato, che parta dalle esigenze di chi vive e lavora nel territorio. Ricordano che i problemi reali, come il ritiro del latte da parte dei caseifici e le infrastrutture stradali fatiscenti, richiedono attenzione e investimenti, anziché progetti che rischiano di trasformare un paesaggio storico in una destinazione turistica di massa.

Beltramini conclude: “Prima di espropriare i terreni, le amministrazioni dovrebbero rispettare i loro doveri verso il territorio e chi lo custodisce da generazioni”.

La battaglia per il futuro della Lessinia sembra essere solo all’inizio.



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