Interviene con toni decisi l’europarlamentare Paolo Borchia, capo delegazione della Lega al Parlamento europeo, sull’indagine per eccesso di difesa avviata contro il carabiniere che a Villa Verucchio, in provincia di Rimini, ha neutralizzato un uomo armato di coltello che aveva già ferito cinque passanti.
“Ancora una volta ci troviamo di fronte a un paradosso: un servitore dello Stato, intervenuto per proteggere diverse persone, viene ora indagato per aver fatto il proprio dovere”, ha dichiarato Borchia in una nota stampa. “Doveva scattare il morto prima che potesse difendere se stesso e gli altri?”
La necessità di tutelare chi garantisce la sicurezza
Borchia ha sottolineato l’urgenza di proteggere coloro che ogni giorno rischiano la vita per garantire la sicurezza della comunità:
“Questo episodio, come accaduto anche a Verona, dimostra quanto sia urgente tutelare chi indossa una divisa. È inaccettabile che debbano temere più le conseguenze legali che i criminali stessi”.
Solidarietà al carabiniere coinvolto
Esprimendo piena solidarietà al carabiniere indagato, Borchia ha ribadito la necessità di evitare che chi agisce per proteggere la comunità venga criminalizzato:
“Ribadiamo il nostro impegno per garantire la sicurezza e il rispetto di chi ogni giorno lavora per proteggere i cittadini, spesso in situazioni di estrema pericolosità”.
L’episodio di Rimini riaccende il dibattito sulla legittima difesa e sulla necessità di un quadro normativo che offra maggiori tutele ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, garantendo loro la possibilità di agire con prontezza senza il timore di ripercussioni legali.













