Un’operazione congiunta della Squadra Mobile della Questura di Verona e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di tre persone, accusate di malversazione di erogazioni pubbliche, riciclaggio e autoriciclaggio. I reati, commessi tra agosto 2022 e febbraio 2024, ruotano intorno a un sofisticato sistema di distrazione e riciclaggio di fondi pubblici.
Il modus operandi
Al centro dell’indagine figura un noto commercialista di Verona, che, con la complicità degli altri due indagati, ha ottenuto finanziamenti garantiti dal Medio Credito Centrale attraverso business plan apparentemente regolari. Una volta ottenute le somme, queste venivano illecitamente dirottate verso un concessionario di auto di lusso in città, in violazione delle rigide norme che regolano l’utilizzo dei fondi pubblici.
I finanziamenti, vincolati per legge a progetti specifici, sono stati invece utilizzati per altre finalità, tra cui il commercio di supercar.
Le misure cautelari
La Procura della Repubblica di Verona, che ha diretto l’indagine, ha raccolto sufficienti indizi di colpevolezza per richiedere e ottenere dal GIP del Tribunale di Verona l’applicazione di misure cautelari:
- Arresti domiciliari per due degli indagati.
- Obbligo di firma per il terzo.
- Sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per un valore complessivo di 1.873.052 euro.
- Sequestro del concessionario automobilistico coinvolto nelle attività illecite.
La collaborazione tra le forze dell’ordine
L’operazione ha visto una stretta collaborazione tra le due forze di polizia, che hanno saputo coordinarsi in modo efficace sotto la direzione della Procura scaligera. Questo approccio sinergico ha consentito di portare alla luce una complessa rete di attività illecite e di raccogliere prove decisive.
Impatto dell’operazione
L’indagine sottolinea l’importanza di vigilare sull’utilizzo dei fondi pubblici, specialmente quelli garantiti da enti come il Medio Credito Centrale, che hanno l’obiettivo di sostenere l’economia reale. L’illecito utilizzo di queste risorse non solo rappresenta un danno per lo Stato, ma compromette anche la fiducia nei meccanismi di sostegno economico.













