L’Università di Verona ha celebrato il settantesimo anniversario dall’avvio della formazione degli assistenti sociali, una figura cruciale per il welfare comunitario e il supporto alle fragilità sociali emergenti.
Il convegno “Il servizio sociale: fra professioni, istituzioni e territori”, promosso dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, dall’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali e dal Comune di Verona, si è tenuto venerdì 13 dicembre nell’Aula B del Palazzo ex Economia.
Ad aprire l’evento sono stati il Prorettore Diego Begalli, Valentina Moro, direttrice del Dipartimento di Scienze Umane, e Annamaria Molino, consigliera del Comune di Verona. Hanno evidenziato l’importanza del dialogo tra mondo accademico e istituzioni per formare professionisti capaci di rispondere alle nuove sfide sociali.
Una Professione in Evoluzione
Giorgio Gosetti, sociologo del lavoro e coordinatore del convegno, ha delineato il profilo dell’assistente sociale moderno, evidenziando la crescente complessità che caratterizza questa professione:
“L’assistente sociale opera prevalentemente in strutture pubbliche e nel terzo settore, ma emergono nuovi spazi nel welfare aziendale e nella libera professione,” ha spiegato Gosetti.
Ha inoltre sottolineato come il lavoro sia sempre più orientato a un approccio personalizzato, mirato a potenziare competenze individuali e comunitarie per generare autonomia e benessere sociale.
“La professione deve adattarsi a contesti istituzionali e organizzativi sempre più complessi, il che richiede una formazione continua e interdisciplinare,” ha aggiunto.
Nuove Sfide e Opportunità di Lavoro
Secondo le normative nazionali, il rapporto ideale dovrebbe essere di un assistente sociale ogni 5.000 abitanti, ma a Verona la media è attualmente un assistente ogni 3.000 abitanti. Con 3.400 professionisti attivi in Veneto, di cui 650 nella provincia di Verona, le prospettive occupazionali restano significative.
“Si dovrà continuare a gestire casi individuali e familiari in modo personalizzato, ma anche sviluppare risorse per generare cambiamento sociale e migliorare la qualità della vita,” ha evidenziato Gosetti. “Un assistente sociale non deve solo affrontare il disagio, ma anche creare opportunità di benessere.”
Il Convegno: Formazione, Ricerca e Inclusione Sociale
Il programma ha esplorato sfide attuali e prospettive future, includendo temi quali:
- Formazione e Ricerca: “La formazione degli assistenti sociali: un dialogo tra istituzioni e territori” e “La ricerca di servizio sociale a Verona”.
- Inclusione Sociale: “L’assistente sociale di fronte ai nuovi bisogni” e “Rom e Sinti in carcere: racconti di emarginazione e stigmatizzazione”.
- Ruolo e Identità Professionale: “Il ruolo politico dell’assistente sociale” e “Identità professionale e senso di appartenenza”.
Nel pomeriggio, l’attenzione si è concentrata su narrazione e formazione, con interventi su “La narrazione nella relazione d’aiuto” e “Storie e percorsi formativi”. La giornata si è chiusa con riflessioni su politiche sociali future e il ruolo critico dell’assistente sociale.
Uno Sguardo al Futuro
Il convegno ha lasciato un messaggio chiaro: il futuro degli assistenti sociali dipende dalla loro capacità di adattarsi, integrando nuove competenze interdisciplinari e rafforzando la collaborazione tra università e istituzioni locali per migliorare la qualità della vita della comunità.













