Strasburgo, 27 novembre – Nonostante la collaborazione a livello nazionale nel governo italiano, i due europarlamentari veronesi Paolo Borchia (Lega) e Flavio Tosi (Forza Italia) mostrano visioni diametralmente opposte sull’approvazione della nuova Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, evidenziando una spaccatura tra due partiti alleati.
Borchia: “No al bis di von der Leyen, è una minestra riscaldata”
Il capo delegazione della Lega al Parlamento europeo, Paolo Borchia, non usa mezzi termini nel bocciare la nuova Commissione. Nel suo intervento in aula, ha definito la rielezione di von der Leyen come una scelta che tradisce la volontà popolare: “Abbiamo sentito mille promesse, ma il futuro sembra peggiore del passato. Gli europei chiedono un progetto nuovo e si ritrovano con una minestra riscaldata. Chi vota questa Commissione avalla accordi che tradiscono gli elettori”.
Borchia critica duramente il processo di selezione dei commissari, definendolo “uno scambio di figurine mal riuscito”, e accusa la Commissione di mancanza di visione globale: “Questa Unione abdica il suo ruolo a Cina e Stati Uniti, rinunciando a essere competitiva”.
Tosi: “Un sì per l’Europa, il Ppe ha vinto con Fitto”
Dall’altro lato, Flavio Tosi (Forza Italia-Ppe) si dichiara soddisfatto per l’approvazione della Commissione, sottolineando il ruolo decisivo di Forza Italia e del Ppe nell’imposizione di Raffaele Fitto come vicepresidente e commissario, dopo l’indicazione della premier Meloni.
Tosi plaude al nuovo corso della Commissione, che, a suo dire, metterà fine “all’ideologismo ambientalista” della precedente legislatura, bloccando misure come il divieto dei motori endotermici dal 2035 e le direttive sulle case green. “Giusto accompagnare l’Ue nella transizione ecologica, ma non a danno delle aziende e della nostra economia. Ora serve un’Europa più unita e coesa su difesa, energia, fisco e sanità”, ha dichiarato.
Tosi lancia poi un appello per investimenti nella digitalizzazione e una semplificazione della burocrazia europea, per competere con Cina e Stati Uniti.
Una divisione che riflette le spaccature in Europa
La spaccatura tra i due eurodeputati veronesi riflette del resto una spaccatura trasversale ai partiti delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra, che a Strasburgo hanno votato in ordine sparso.













