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Avis provinciale di Verona, l’appello del presidente: “Prima delle vacanze ricordatevi di donare”

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«Non partite per le vacanze senza aver prenotato la donazione di sangue». È il fermo appello del presidente di Avis provinciale di Verona Fiorenzo Zambelli al debutto dell’estate. Che si affianca anche a una sfida: superare la soglia delle donazioni dell’anno scorso.

Guardando ai dati, sta calando il numero delle prenotazioni dei donatori di sangue che fissano l’appuntamento per la procedura. Nei primi mesi del 2024, fino a primavera inoltrata, le chiamate dei volontari che per telefono, sms ed e-mail hanno agevolato la prenotazione dei donatori sono state oltre 28mila. Nello stesso arco di tempo, nel 2023, erano state 33.500.

L’obiettivo è ora invertire la rotta. A fine anno Avis provinciale con le sue comunali raggiunge in genere oltre 73mila contatti per le prenotazioni che si tramutano in media in circa 34mila sacche di plasma e sangue. Ma ci sono altri sette mesi fino a dicembre per recuperare e magari superare la soglia delle 35mila sacche. È per questo lasso di tempo che arriva la chiamata di Zambelli.

«Superiamoci! Il bisogno di sangue e plasma non va in vacanza ecco perché è importante donare anche d’estate. Non mi stancherò mai di ripeterlo – spiega il presidente di Avis provinciale –. Donare sangue è un gesto infinitamente prezioso. Tanto più perché gratuito».

Ma Zambelli non si rivolge solo agli aspiranti. «È un invito che rivolgo a tutti, in questo caso soprattutto a chi già dona: prenotate l’appuntamento, prima di andare in ferie. Le donazioni di sangue calano durante le vacanze, periodo in cui invece il bisogno aumenta, anche per il maggior flusso di turisti presenti sul nostro territorio e per i frequenti eventi di forte richiamo e aggregazione, dai festival ai concerti».

Le prenotazioni calano sensibilmente in estate risentendo delle assenze per ferie o delle sospensioni per viaggi all’estero. E i pazienti sono preoccupati tanto da lanciare un appello, soprattutto per la carenza di plasma, che Zambelli fa proprio spiegando anche dove finisce il sangue donato. «Ogni giorno, anche d’estate, ci sono pazienti che continuano a fare regolari trasfusioni di sangue per curare gravi anemie. C’è chi ha bisogno di sangue perché si sottopone a un intervento chirurgico o riceve un trapianto d’organo o perché ha un grave trauma o un evento emorragico. Il sangue è di supporto anche per molte terapie oncologiche ed ematologiche. Per tanti pazienti, inoltre, sono salvavita i farmaci plasmaderivati come albumina o immunoglobine prodotti dalle donazioni di plasma, la parte liquida del sangue».

«La carenza di plasma – conclude Zambelli – sta seriamente mettendo a rischio la salute di molti pazienti. Le donazioni e le raccolte non sono sufficienti a coprire il fabbisogno nazionale di plasma, il nostro paese è ancora lontano dall’autosufficienza, con conseguenze pesanti per tanti pazienti che per le proprie cure necessitano di farmaci derivati dal plasma, spesso salva vita».

L’Avis provinciale di Verona è stata costituita il 6 settembre 1958, attualmente comprende 66 Avis comunali per oltre 20.000 donatori e volontari. È presieduta da Fiorenzo Zambelli con un direttivo di 15 persone. Ha sede a Verona, in Strada dell’Alpo, 105.



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