Home Articoli Pulizia della città, botta e risposta tra maggioranza e opposizione: “La destra critica ciò che ha lasciato”

Pulizia della città, botta e risposta tra maggioranza e opposizione: “La destra critica ciò che ha lasciato”

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“Benedette siano le opposizioni perché sventurata è quella città o quel Paese in cui la maggioranza abbia la possibilità di scegliersi la minoranza, ma ai consiglieri e agli esponenti della destra veronese che periodicamente si riuniscono in conferenza stampa o vengono in Consiglio comunale per declamare la loro lista delle doglianze dobbiamo dire che non bastano sei mesi o un anno per rifarsi una verginità dopo tre lustri di governo ininterrotto, e non brillantissimo, della città”, si legge in una nota stampa a firma Fabio Segattini capogruppo Pd,
Carlo Beghini presidente commissione Bilancio e Alessia Rotta consigliera e segretaria cittadina Pd.

“È vero che lo stato attuale del servizio di igiene ambientale e di cura del verde non è all’altezza di una città come Verona. Molte aree non sono curate come dovrebbero e durante l’ultima estate il servizio ha mostrato la corda in molti punti della città. Ma vogliamo anche ricordare da dove partiamo? Da un livello di raccolta differenziata che vede Amia e la nostra città ultime nel Veneto e forse anche nel Nord Italia; da una azienda di igiene pubblica ambientale che è stata portata dalle precedenti amministrazioni letteralmente a pezzi, in cui i mezzi da lavoro non possono uscire in numero sufficiente e nei tempi dovuti perché guasti in quanto vetusti. E con un contratto di servizio del tutto inadeguato, risalente al 1999 che non permette all’azienda di rientrare dei costi”, prosegue la nota stampa.

“Il piano industriale abbozzato dalla precedente amministrazione per riportare Amia in house, cioè sotto il diretto controllo del Comune di Verona, è carente sotto molti punti di vista. Non basta, infatti, dire che l’azienda deve fare 60 milioni di investimenti senza predisporre contestualmente anche un nuovo piano d’ambito – che ora è stato redatto – e senza concordare un nuovo contratto di servizio, di cui a breve la nuova Amia sottoporrà all’amministrazione una prima proposta. Inoltre, per finalizzare il passaggio in house questa amministrazione ha dovuto rifinanziare l’azienda trovando 5 milioni di euro a cui la precedente amministrazione non aveva pensato – concludono -. Quindi, sì, bisogna cambiare passo. Ma le critiche di chi oggi parla ma in passato non ha fatto quanto avrebbe dovuto fare, le rispediamo al mittente”.



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