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Istituto Assistenza Anziani: ok al contratto integrativo aziendale e conciliate le cause con il personale

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Fumata bianca tra l’Istituto Assistenza Anziani e i sindacati CISL FP Verona, Fp-Cgil e Csa: è stato siglato il contratto integrativo aziendale per il 2022, gettando le basi anche per il rinnovo del 2023, e conciliato il contenzioso tra l’Istituto e 244 lavoratori della struttura, dipendenti ed ex dipendenti.

Un accordo raggiunto grazie al positivo e proattivo atteggiamento della maggioranza del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, che ha così permesso di riconoscere il ruolo dei lavoratori e delle OO.SS., così come garantire il miglior servizio possibile agli utenti della struttura.

Del milione e 256 mila euro del fondo per la contrattazione integrativa sono stati distribuiti ai lavoratori 440 mila euro, a riconoscimento della produttività individuale per un ammontare di circa 900 euro euro a testa. A ciò si aggiunge anche la decisione di proseguire sulla strada del riconoscimento delle progressioni economiche orizzontali, in pratica gli scatti di anzianità dei lavoratori e delle lavoratrici.

Oggetto del contenzioso erano i trattamenti spettanti per le festività infrasettimanali, il diritto al pagamento del tempo necessario per indossare e smettere la divisa aziendale e i trattamenti riconosciuti per indennità accessorie. Si prevede sostanzialmente la restituzione all’Istituto delle ore indebitamente fruite dai lavoratori in occasione delle festività infrasettimanali, il riconoscimento del tempo necessario per indossare e smettere la divisa, nella misura di 7,5 minuti per turno e, infine, la rinuncia dell’Istituto alla restituzione delle somme erogate ai lavoratori a titolo di indennità accessorie.

“Esprimiamo soddisfazione perché andiamo nella direzione di collaborazione con tutte le parti sociali – sottolinea l’assessora alle Politiche sociali Luisa Ceni -. La forza lavoro è la prima componente di una struttura di questo genere, e il personale deve essere messo in condizione di lavorare in maniera adeguata, assicurare un servizio primario per la nostra collettività, le famiglie e i cittadini anziani di Verona. Quando era arrivata questa Amminiastrazione ha trovato una tensione molto alta – spiega Ceni – grande conflitto tra i dipendenti della struttura e la struttura stessa, e una contestazione da parte dei sindacati in presidio permanente. Con la nuova governance da noi indicata, è stato avviato un dialogo costruttivo fin da subito per cercare di far collimare tutte le esigenze di ciascuna delle parti all’interno della struttura. Finalmente siamo arrivati a trovare una un’importante soluzione per 244 posizioni, cosa che ha contribuito a rasserenare gli animi, per noi motivo di grande gioia”.



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