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Incendio Coati: i cittadini organizzano una manifestazione per chiedere la tutela della salute e dell’ambiente

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Pubblichiamo integralmente la nota stamla diffusa dal comitato “Salviamo Parona e Arbizzano relativo alla situazione post incendio Coati. Organizzaata una manifestazione per il 17 giugno.

All’assemblea del Comitato indetta il 10 maggio abbiamo presentato agli aderenti il risultato degli accessi agli atti presso il Comune di Negrar e l’Usl 9 e le considerazioni che l’esame delle carte suggeriscono. In quella sede i partecipanti hanno espresso tutta l’insofferenza che gli abitanti e i lavoratori prossimi allo stabilimento del Salumificio Fratelli Coati manifestano per le condizioni in cui sono costretti a lavorare e vivere: odori nauseabondi intermittenti che diventano costanti quanto più si è vicini al sito; invasione di mosche, inaccettabile per un paese civile, che rende lo stazionamento all’aperto insopportabile e indispensabile dotare tutte le aperture di appositi apparati per impedire che invadano gli spazi interni; preoccupazione per i tempi di prosecuzione della bonifica in assenza di informazioni pubbliche sullo stato dell’avanzamento dei lavori. È vero che il Comune di Negrar ha aperto una pagina dove pubblica con regolarità i risultati delle analisi delle acque e dell’aria eseguiti da Arpav e Acque Veronesi ma rimangono molte preoccupazioni per il futuro prossimo e quello remoto: nell’indifferenza del resto della popolazione, che vivendo a nord ha archiviato gli attimi terribili del 9 febbraio come un fatto di cronaca inevitabile, osserviamo attoniti escavatori dedicati alacremente ai lavori di demolizione delle strutture mentre aumentano le dimensioni di cumuli di macerie e materiale putrescente ai quali attingono i camion che li trasportano alle discariche e ai siti di destinazione, perversando sulla viabilità locale malgrado i divieti di transito. Per questo motivo l’assemblea del Comitato ha deciso, a schiacciante maggioranza, di portare nel cuore di Negrar la testimonianza di coloro i quali convivono con un eco-mostro per interrogare le coscienze dei concittadini e degli amministratori su cosa ha portato la crescita abnorme di un sito produttivo che tutti ritenevano inevitabile, con tutti i problemi che nel frattempo aveva creato: traffico pesante, stress all’impianto fognario, rumori, che la devastazione ha riportato alle condizioni precedenti all’ampliamento.

L’esame delle carte ha sollevato ulteriori dubbi sull’efficacia delle procedure di valutazione e autorizzazione degli enti competenti per insediamenti di questa dimensione, a tutela della sostenibilità, rispetto al territorio e alla tipologia di insediamenti abitativi circostanti, che verranno valutati con esperti delle varie discipline a cui, secondo le risorse che riusciremo a raccogliere, chiederemo come possiamo difenderci. Siamo preoccupati per un pozzo privato che preleva dalla falda al confine con l’area di rispetto prevista per il pozzo del Terminon; siamo preoccupati per l’erezione di una gru che ha tutte le caratteristiche per essere usata per la ricostruzione delle strutture e l’ampliamento verso il ciliegeto confinante a nord della proprietà, stante la proroga concessa dall’amministrazione per aderire alla richiesta di convenzione proposta dalla citta Coati; siamo preoccupati che tutto riprenda come prima e quello che abbiamo patito per anni si riproponga inevitabilmente nell’indifferenza delle istituzioni che dovrebbero tutelare vivere civile, lavoro e salute pubblica. Siamo indignati perché chi ha subito più di tutti i disagi ha dovuto ricorrere all’intimazione di un legale per vedere garantita la sorveglianza e la disinfestazione delle situazioni più gravi mentre altre segnalazioni cadono nell’immobilismo delle burocrazie comunali. Se il Comitato esiste è per difendere i cittadini delle frazioni di Parona e di Arbizzano, e più in generale della Valpolicella, da coloro i quali attentano al paesaggio, al territorio, all’ambiente e alla sanità pubblica in qualsiasi ruolo essi operino o iniziativa intraprendono.



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