“Hanno riempito le pagine dei giornali e i servizi dei Tg le notizie che un polmone verde starebbe per nascere, chiamato il Central Park, attorno alla Stazione ferroviaria di Porta Nuova al posto del vecchio terminal di Santa Lucia, chiuso per aver spostato gia’ da anni i traffici merci al Quadrante Europa. Tutti ad esultare: dai comitati alle liste in campo. Le critiche semmai erano per il poco verde nel progetto di recupero rispetto ai volumi edificati per la riqualificazione. Passate le elezioni il sogno evapora. Non si parla più di Central Park. Non è più una priorità”, dice il consigliere regionale Stefano Valdegamberi.
“Notizia di questi giorni (silenziata ad arte dalla politica) è che non solo i lavori promessi non partono ma dal 26 di aprile, proprio ora che mezza città è sequestrata dalle modifiche viabilistiche per i lavori della tramvia, al posto del Central Park ritorna un altro Park, non verde ma con la fila degli autotreni che da viale Piave gireranno attorno a Porta Nuova per andare a caricare o scaricare merci al nuovo terminal intermodale – continua il consigliere -. Ebbene sì, il Central Park si trasforma in un terminal per le merci con reingresso dei Tir in centro città. Il silenzio compiacente del comune, dei comitati e delle associazioni ambientaliste, prima scalpitanti per la sicurezza e la qualità dell’aria è emblematico. Basta cambiare colore politico e scompaiono pure gli ambientalisti! Con questo non voglio criticare l’apertura perché se serve, serve. Semmai comporterà non pochi disagi al già compromesso traffico in questo momento particolare. Voglio evidenziare l’ipocrisia di una politica che fa le battaglie ideali non perché ci crede ma solo a scopi politici. I poveri cittadini sono costretti a bersi le bugie quotidiane che non durano nemmeno il tempo di una campagna elettorale. Bentornati TIR! Un brindisi al Central Terminal, pardon, Park!”.













