Ieri pomeriggio l’On. Flavio Tosi, deputato di Forza Italia, e le Consigliere comunali Patrizia Bisinella (Capogruppo di Fare!) e Anna Bertaia (Lista Tosi) hanno incontrato il Prefetto Donato Cafagna per un confronto istituzionale in tema di sicurezza e immigrazione.
In fatto di sicurezza si sono affrontati due fenomeni di cui è frequentemente vittima la città, in centro storico come nei quartieri: gli atti di vandalismo contro moto e auto, spesso cannibalizzate, e le aggressioni delle baby gang.
“La cannibalizzazione di auto è un vero e proprio allarme sociale, si tratta di un fenomeno crescente a opera di bande organizzate di professionisti. Proprio per questo il Prefetto ci ha confermato che chiederà agli organi inquirenti di portare avanti attività di indagine specifica” dice Tosi.
Mentre Bisinella sottolinea che “il dottor Cafagna ci ha detto che la Prefettura è a conoscenza dei luoghi più battuti dalle baby gang e che sarà rafforzato il presidio proprio in quelle aree sensibili, soprattutto di sera e nei fine settimana. In questi mesi sono accaduti troppi fatti di violenza, in particolare in centro storico”. Tosi, al proposito, dice che “il Prefetto condivide la necessità di una revisione normativa per contrastare le devianze minorili, nel senso di affiancare all’attività di recupero sociale, una maggiore velocità nel comminare le pene. Si rischia altrimenti una sorta di sensazione di impunità generale e si incentiva di fatto la reiterazione dei reati”.
Caldo anche il tema dell’annunciato (dalla Caritas) centro di accoglienza per i profughi in via Sant’Angela Merici nel quartiere Filippini. Bertaia spiega che “il dottor Cafagna ci ha detto che la Prefettura non ne ha ancora autorizzato l’apertura e che sono in corso i dovuti controlli per accertare la sicurezza pubblica e l’idoneità della struttura”. Bertaia conferma che “il quartiere Filippini per popolazione residente, conformazione delle strade e scarsa illuminazione è la zona più inadatta per ospitare un centro di accoglienza, pertanto abbiamo chiesto al Prefetto di poter individuare destinazioni alternative e logisticamente più funzionali all’accoglienza, in particolare tra le tante proprietà dismesse dello Stato o della stessa Diocesi”.













