Dopo la mobilitazioni del 5 aprile scorso, che aveva ancora una volta messo in luce la cronica mancanza di personale dell’Inps, questa mattina i rappresentanti dei lavoratori hanno avuto un incontro online con il Prefetto di Verona il dott. Cafagna che ha delegato il capo di gabinetto la dott.ssa Daniela Chemi ad ascoltare le loro motivazioni. Non trattandosi di una vertenza di conciliazione il tutto si è svolto con un colloquio nel quale le sigle sindacali territoriali CISL FP, FP CGIL, FLP EPNE, UIL PA e i relativi referenti aziendali e componenti RSU ed il Direttore di Sede Dott. Giovanni Martignoni hanno illustrato la situazione nella quale versa la sede INPS di Verona per la cronica carenza di organico.
Le rimostranze del personale di Verona sono dovute alla non equa distribuzione del personale assunto a seguito di concorso. Non si comprende infatti come possano essere state assegnate alla sola Direzione Generale di Roma 400 unità a fronte delle 206 assegnate a tutto il Veneto. Verona che, negli anni ha visto ridursi con il blocco del turnover professionalità specializzate e personale, si trova ora a perdere un ulteriore 25% della forza lavoro formata ed autonoma che lascerà la città a seguito della mobilità nazionale.
Le 70 unità previste non saranno quindi sufficienti per sopperire alla carenza stimata di 100 persone, al netto dei futuri pensionamenti. Inoltre, il nuovo personale dovrà essere formato e quindi non potrà essere operativo a breve. A tutto questo si aggiunge la prospettiva di un’ulteriore mobilità.
Al Prefetto è stata illustrata la difficoltà che in questa situazione si verrà a creare e che rischia di compromettere l’erogazione dei servizi all’utenza. L’istituto si occupa non solo di pensioni e posizioni assicurative, ma anche di tutti i prodotti assistenziali/bonus e sussidi che vengono erogati a imprese, cittadini e famiglie in difficoltà economica. La preoccupazione è che a breve, nonostante Verona sia una sede che si è sempre distinta per efficienza e produttività superiore ai parametri richiesti, son sia più in grado di far fronte alle esigenze della popolazione in tempi rapidi e certi in un momento di particolare difficoltà economica che il Paese sta attraversando. Inoltre, l’esasperazione data difficoltà potrebbe trasformarsi in disordine sociale con possibili ripercussioni aggressive nei confronti degli sportellisti.
Il capo di Gabinetto ha garantito che si farà portavoce nelle Sedi opportune di quanto esposto in relazione alle possibili disservizi e, delle richieste avanzate dai partecipanti all’incontro in tema di concorsi regionali anche per diplomati, scorrimento della graduatoria con una maggior attenzione alle sedi del Nord particolarmente penalizzate dall’attuale assegnazione di personale.
L’organizzazione in atto a livello centrale sta facendo venir meno il ruolo sociale di questo istituto che dovrebbe essere di attenzione nei confronti dei bisogni dei cittadini.













