Offese all’arbitro e quattro mesi di squalifica, ecco come sarebbero andate le cose. Domenica scorsa, dopo 4 minuti di recupero, l’arbitro fischia la fine della partita e i giocatori del Gargagnago e del Burecorrubbio, seconda categoria, escono dal campo. Con loro anche l’arbitro Arianna Bertocchi, che prima di entrare negli spogliatoi viene incrociata dal presidente della squadra di casa, Stefano Sartori, e lì pare scappare qualche parola di troppo.
Evidentemente la partita non era finita sul campo. Ecco cosa si legge nel provvedimento disciplinare firmato dal giudice sportivo provinciale, Alberto Graziani: “Al termine della gara (Sartori) attendeva il direttore di gara e con fare minaccioso lo insultava pesantemente con frasi discriminatorie (tornatene a casa che sei donna!). Inoltre, lo stesso impediva l’accesso dell’arbitro al proprio spogliatoio. Solamente grazie all’intervento del capitano e dell’allenatore del Gargagnago, dopo circa cinque minuti, venivano consegnate le chiavi all’arbitro per l’accesso allo spogliatoio”.
Il risultato è la squalifica per il dirigente fino al 23 aprile prossimo, ultima partita di campionato. L’arbitro, una diciannovenne, studentessa universitaria è piuttosto apprezzata nell’ambiente arbitrale e dalla prossima stagione potrebbe arbitrare anche gare a livello regionale.
Le posizioni dei due protagonista di questa storia però restano molto distanti. Il dirigente continua a ripetere: “Nessuna frase sessista. Ma non tutti sono adeguati ad alcuni incontri”.













