La Giunta regionale ha approvato il bando “P.A.R.I. – Progetti e Azioni di Rete Innovativi per la parità e l’equilibrio di genere” che finanzierà progetti territoriali di contrasto agli stereotipi e alle discriminazioni di genere con lo scopo di migliorare l’occupazione femminile in Veneto sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
“Anche in Veneto, nonostante i livelli di occupazione femminile più alti della media nazionale, persistono delle disparità che si riflettono nella partecipazione delle donne al mercato del lavoro – ha commentato l’Assessore regionale al lavoro, istruzione, formazione e pari opportunità Elena Donazzan -. Il 30% delle donne in età lavorativa in Veneto sono inattive, quindi non hanno un impiego e non lo cercano, una percentuale quasi doppia rispetto agli uomini. Inoltre, le donne hanno contratti di lavoro più precari e ricorrono al part-time molto più spesso degli uomini. Questi sono i numeri che vogliamo cambiare. Per questo abbiamo scelto di mettere in campo un’iniziativa da 10 milioni di euro per sostenere progetti innovativi che favoriscano una maggiore partecipazione delle donne venete nel mondo del lavoro”.
L’intervento è finalizzato a ridurre gli ostacoli che impediscono la partecipazione equilibrata di donne e uomini al mercato del lavoro e alla società in generale. Il contrasto alle disparità di genere è un valore da perseguire per realizzare una società più equa, ma è anche essenziale per la competitività̀ del sistema economico regionale.
“Tra i primi bandi di questa nuova stagione del Fondo Sociale Europeo – ha sottolineato Donazzan – abbiamo voluto dare impulso alle azioni legate all’inclusione delle donne quale elemento del sistema sociale e del mercato del lavoro. Aiutare una donna a essere autonoma economicamente attraverso il lavoro, aiutare le donne a fare rete per costruire una società a loro misura e a misura della loro maternità significa non solo migliorare degli standard quantitativi a cui ci richiama l’Unione Europea, ma anche quelli qualitativi”.
I progetti, che potranno essere presentati entro il 31 gennaio 2023, coinvolgeranno un programma ampio e variegato, composto da soggetti che intervengono nella promozione della parità di genere, con l’obiettivo di creare o rinforzare delle reti territoriali che lavorino stabilmente su questi temi. Le attività progettuali si rivolgeranno a gruppi di destinatari eterogenei, che includono tutte le donne, sia occupate che disoccupate, ma anche gli uomini, nonché studenti, studentesse e docenti delle Scuole e dei Percorsi di Istruzione Superiore e Formazione Professionale.
“Ogni progetto si focalizzerà su una tematica, scegliendo tra quelle individuate nel bando come prioritarie – ha precisato Donazzan – .Queste saranno sviluppate secondo tre dimensioni trasversali: la lotta agli stereotipi e alla discriminazione basata sul genere, la partecipazione equilibrata al mercato del lavoro e l’equilibrio tra vita professionale e vita privata”.













