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Perdere peso grazie al palloncino, ma senza chirurgia ed anestesia? Al Cems si può – VIDEO

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Perdere peso grazie al palloncino ma senza chirurgia e anestesia? Al CEMS è possibile grazie a un percorso assistenziale a 360 gradi che ha anche l’obiettivo di instillare i più corretti stili di vita nei pazienti.

“Questi palloncini non sono una novità – spiega il dott. Angelo Cerofolini specialista del percorso medi obesi -. I palloncini intragastrici per il trattamento dell’obesità sono a nostra disposizione già da una ventina d’anni ma sono andati via via evolvendosi. I primi infatti venivano messi per via endoscopica e potevano rimanere fino a sei mesi o un anno e richiedevano un altro intervento endoscopico per la loro rimozione. La novità di questi palloncini è che non richiedono un trattamento interscopico né per il posizionamento né per la rimozione perché al loro interno hanno una parte biodegradabile che dopo 16 settimane fa sì che il palloncino si sgonfi e venga eliminato per vie naturali. Questo comporta meno rischi per la fase del posizionamento e dell’asportazione e nel complesso un intervento molto più semplice rispetto al passato”.

“Nonostante questo il presidio non è adatto a tutti i pazienti. Per quanto riguarda le indicazioni di utilizzo la prima è legata al peso per cui, facendo riferimento a un parametro chiamato BMI (Body Mass Index) cioè indice di massa corporea, questo palloncino è indicato per gli obesi lievi e medi con un indice di massa corporea che va da 27% a 35% circa – spiega il dottore -. Un’altra indicazione importante, che valuterà lo specialista nel momento in cui decide se il paziente è candidato o meno al posizionamento del palloncino, sono le abitudini alimentari perché questo tipo di presidio va bene per quei pazienti che sono dei grandi mangiatori, che mangiano due etti di pasta o due pizze, e che possono trovare giovamento dall’utilizzo di questo dispositivo perché occupando spazio il paziente si sente sazio prima – continua il dottore -. Questo dispositivo non funziona assolutamente per i pazienti che gli americani chiamano “sweet eaters” cioè quelli che mangiano cioccolato fuso, cibi altamente calorici e snack perché questi sono pazienti che, nel corso della giornata, continuano a mangiare o beve tante bevande ricche di zucchero e che quindi assumono calorie in maniera continuativa e in questo caso il palloncino fa poco e nulla”.

“Il concetto nuovo di questi palloncini, oltre alla modalità di posizionamento e di eliminazione, sta anche nel fatto che rientrano in un programma globale di trattamento del paziente – tiene a sottolineare il dottore -. Cerchiamo, grazie al palloncino che funge da aiuto nelle prime fasi, di far imparare al paziente come comportarsi cioè a dormire il tempo giusto, a fare attività fisica per consumare calorie, ad adattarsi a un certo tipo di dieta e a controllarsi periodicamente. Se il paziente, durante il periodo in cui ha il palloncino, riesce a eliminare quell’eccesso di peso importante che gli da anche la motivazione di continuare e impara queste poche regole, col tempo riuscirà a mantenere i risultati che ha ottenuto”.

“Ecco perché al palloncino viene abbinato un programma computerizzato in cui è presente una bilancia collegata a una app che è collegata col dietista che segue il paziente in modo tale che quest’ultimo possa vedere giorno per giorno o settimana per settimana come sta andando il suo paziente ed eventualmente richiamarlo o rimodulare la dieta e cercare di capire cosa non vada – specifica il dottore -. Dall’altro lato c’è un orologio che il paziente tiene sempre addosso e che ha una carica che dura un mese, perciò non c’è bisogno di ricaricarlo tutti i giorni e può essere indossato giorno e notte. Questo serve a monitorare il consumo calorico giornaliero e il ritmo sonno veglia che ha una funzione importante sull’accumulo di grasso”

“Ovviamente dal palloncino non dobbiamo aspettarci miracoli – dice in chiusura il dottore -. La letteratura e la nostra esperienza ci dicono che i risultati attesi sono una perdita fino al 15% del peso corporeo in quattro mesi a cui corrisponde la durata del trattamento. Nei casi in cui è necessario perdere ancora più peso e i risultati dopo i primi quattro mesi sono stati buoni è anche possibile ipotizzare un secondo posizionamento in ulteriori quattro mesi nel caso in cui fosse necessario perdere un ulteriore 10%. La percentuale di perdita di peso è alta perché i pazienti sono generalmente fortemente motivati sia dalla volontà, sia dall’impegno economico che sta dietro a questa scelta”.

“C’è una cosa cosa da tenere presente e che nessuno in genere sottolinea ma che è importante: il paziente deve essere fortemente motivato anche perché nei primi giorni dopo il posizionamento i disturbi sono molto importanti. La cosa importante è non pensare che il palloncino faccia tutto da solo ma è necessario capire che nel momento in cui si mette il palloncino si soffre, ci si impegna e si impara come comportarsi. Questo è il messaggio di questo tipo di terapia”, conclude il dottore.



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