Nella serata di ieri, 24 ottobre, si è tenuto il primo incontro tra il vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili e i presidenti provinciali delle organizzazioni agricole: Alberto De Togni per Confagricoltura, Alex Vantini per Coldiretti e Andrea Lavagnoli per Cia.
I presidenti hanno presentato la realtà scaligera, tra le più importanti in Italia nel settore primario, con le sue peculiarità e le sue problematiche, legate anche alle conseguenze del conflitto russo-ucraino. Inoltre, durante l’incontro, si è parlato di cambiamento climatico, spopolamento delle zone collinari e montane e tutela del made in Italy.
“Con monsignor Pompili l’incontro è stato molto cordiale – sottolineano De Togni, Vantini e Lavagnoli -, mirato a far conoscere la grande varietà ed eccellenze delle nostre produzioni agricole e agroalimentari. Abbiamo spiegato le difficoltà del comparto a causa dei cambiamenti climatici, con le temperature sempre più alte e la carenza idrica che hanno messo a dura prova molte colture, ma anche lo spopolamento delle zone collinari e montane, con il rischio abbandono per i piccoli borghi e i Comuni rurali. E poi il nodo dell’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, che sta sfinendo le imprese agricole”.
Durante il colloquio è stato trattato anche un tema di grande attualità di cui si parla molto in questi giorni, vale a dire la modifica della denominazione del ministero dell’agricoltura in sovranità alimentare.
“Abbiamo chiarito che il termine è stato accolto con positività dal mondo agricolo, in quanto sovranità non va intesa come sovranismo o autarchia – precisano i presidenti -, bensì come autosufficienza delle produzioni agroalimentari, sicurezza, salubrità e rispetto per l’ambiente. Un giusto mix sostenuto dall’orgoglio nazionale, in quanto l’Italia è il primo Paese in Europa per prodotti dop e igp, e il Veneto e Verona ne sono gli alfieri. Un patrimonio che va tutelato con una progettualità volta a rafforzare la filiera agroalimentare, con difesa e rilancio del made in Italy. La sovranità alimentare si potrà realizzare anche dal contrasto della speculazione dei prezzi, restituendo valore e importanza agli agricoltori nella catena agroalimentare”.













