Comportamenti e benessere: un approccio multidisciplinare per favorire la qualità della vita in condizioni di particolare vulnerabilità. Il progetto del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento dell’ateneo scaligero pone un’attenzione privilegiata alle persone che si trovano in una situazione di fragilità per malattia o disagio sociale.
A conclusione del lavoro fatto in questi cinque anni, lunedì 24 ottobre in Gran Guardia si terrà il convegno scientifico divulgativo per fare il punto sul percorso di un progetto d’eccellenza nato per individuare azioni e strategie utili a incrementare il benessere e la qualità di vita e definire uno specifico protocollo di intervento per trasferire i risultati della ricerca scientifica nella pratica clinica e nella relazione con i pazienti.
L’evento e i risultati della progetto sono stati presentati questa mattina, in conferenza stampa, da Elisa La Paglia, assessora del Comune di Verona alle Politiche educative e scolastiche, biblioteche, edilizia scolastica, salute e servizi di prossimità, Corrado Barbui, direttore del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento dell’università di Verona, Andrea Sbarbati, docente di Anatomia umana e Lidia Del Piccolo, docente di Psicologia clinica.
Lo scopo della ricerca è stato comprendere l’interazione tra comportamenti, aspetti motivazionali e psicobiologici in diverse fasi e condizioni della vita, in particolare nelle situazioni di malattia neuro-degenerativa e di disagio psichico. Il progetto si è articolato su 5 linee di ricerca che coinvolgono diverse popolazioni vulnerabili: persone affette da esiti di ictus cerebrale cronico, giovani con sclerosi multipla, malati di Parkinson, individui in età avanzata e migranti richiedenti protezione internazionale.
Durante lo svolgimento del progetto sono stati rafforzati anche i collegamenti con altre realtà del territorio. Con il Comune di Verona, con cui è attiva la collaborazione per il progetto Steps sui temi del contrasto alla solitudine, della qualità di vita e del benessere e con la Brain Research Foundation di Verona per lo sviluppo delle attività a distanza conseguenti la pandemia Covid-19. Ma anche con il comune di Villafranca per la realizzazione di modelli progettuali con l’obiettivo di modificare i comportamenti e la qualità della vita per le diverse fasce di popolazione. Inoltre, sono state messe in atto partnership con altri enti e istituti italiani, come l’università di Padova e Perugia e internazionali come l’Università St. George’s di Londra.













