Suona di nuovo la campanella per i ragazzi ricoverati all’Ospedale di Santa Giulia dove anche per quest’anno scolastico è stata attivata la Scuola Digitale in Ospedale. Sono già otto gli allievi che la frequentano, delle medie e delle superiori: ricoverati anche per tre mesi, dovrebbero perdere ore e giorni di scuola rischiando la bocciatura. Con questo progetto, invece, possono curarsi continuando le lezioni e, soprattutto, mantenendo il prezioso rapporto con insegnanti e compagni di scuola, fino a portare a termine l’anno.
I ragazzi sono seguiti da un tutor e da alcuni insegnanti in presenza e si collegano alla loro scuola di appartenenza. È previsto anche del tempo per lo studio individuale. Lo scorso anno ne hanno usufruito 28 adolescenti, dei quali oltre venti sono stati promossi e c’è anche chi ha superato l’esame di terza media e chi si è preparato per la maturità.
“Ora abbiamo otto ragazzi a scuola – spiega lo psicologo Amedeo Ferroni, che coordina la Scuola digitale -. Per ciascuno individuiamo una formula di integrazione tra il percorso terapeutico e scolastico. Sono fondamentali molta sensibilità e disponibilità da parte della scuola, dal preside agli insegnanti, fino ai referenti di sostegno. E in questo inizio d’anno ne abbiamo trovata molta”.
La Scuola digitale, oltre a contrastare la dispersione scolastica, agevola la formazione di una rete tra ospedale, genitori, scuola e operatori sociosanitari e soprattutto non recide il contatto con il mondo cui dovranno tornare i ragazzi una volta dimessi da Santa Giuliana.













