Il Comune di Peschiera del Garda investe ogni anno oltre 200 mila euro in servizi educativi. Tre educatori dell’Ulss affiancati da due assistenti sociali e dodici educatori provenienti dalla cooperativa Il Ponte offrono delle attività pensate a partire dalla prima infanzia fino all’adolescenza. Servizi “itineranti” che il Comune mette a servizio dei suoi giovani da più di vent’anni.
“Ho sempre creduto in loro – spiega il Sindaco Orietta Gaiulli. “I giovani non aspettano altro che essere coinvolti anche se la società tende ad escluderli. Da oltre 20 anni, da quando ero vicesindaco con delega alle politiche giovanili, ho deciso che a Peschiera sarebbe stato diverso. Ogni anno dedichiamo oltre 200 mila euro a progetti educativi. E sono i soldi investiti meglio”.
L’impegno del Comune, attraverso il Servizio Educativo e l’assessorato alle politiche giovanili presieduto dall’assessora Daniela Florio, parte dallo “Spazio Famiglia”, un servizio dedicato ai bambini dagli zero ai tre anni. Altre attività sono state organizzate per i ragazzini della scuola prima e secondaria. Esistono anche appuntamenti serali per i ragazzi più grandi che cercano di “agganciare” la fascia fisiologicamente più complicata. Si tratta dello “Spazio Giovani” che negli ultimi mesi ha avuto come punto riferimento il Kiosko, bar dato in gestione ad un gruppo di persone che si sono impegnate a gestirlo in stretta connessione con gli educatori.
Tutto l’anno dura, invece, il Progetto GIO’ – Giovani in Officina, realizzato con i fondi ministeriali insieme ai Comuni di Castelnuovo del Garda, Lazise e Valeggio sul Mincio. I ragazzi delle medie e delle superiori sono chiamati quindi a mettere alla prova le loro abilità manuali e a prendersi cura del luogo in cui vivono. A partire da gennaio gli educatori,dopo una fase di formazione, saranno chiamati ad andare a cercare i giovani che non escono dal proprio quartiere o dalla propria casa.













