L’Onorevole Davide Bendinelli, candidato di Italia Viva alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Villafranca e al plurinomilale alle prossime elezioni politiche del 25 settembre, ha spiegato ai nostri microfoni i punti fondamentali del programma elettorale del Terzo Polo. L’Onorevole sottolinea come questo rappresenti l’unica novità politica di queste elezioni, con l’obiettivo di occupare il grande spazio che si è creato al centro tra la destra e la sinistra.
Italia Viva per queste elezioni corre al fianco di Azione, quali sono i punti principali del programma elettorale del Terzo Polo?
“Il Terzo Polo è nato per creare l’unica valida alternativa per tutti i cittadini che si sono stancati dei populisti e dei sovranisti di destra e delle promesse della sinistra. Il nostro è un programma ambizioso che vuole proseguire nel solco dell’agenda Draghi. Quindi vorremmo portare avanti quella linea di governo, quel modo di amministrare e quel modo di porci nei confronti degli italiani, anche a livello europeo”.
Al centro del dibattito politico degli ultimi mesi c’è la crisi energetica, qual è la vostra posizione?
“La nostra posizione è molto chiara. Credo che in passato si siano commessi tanti errori soprattutto rispetto alla possibilità di essere coerenti e portare avanti determinate riforme. Oggi siamo vittime della nostra incapacità. In passato avremmo dovuto approvare riforme che oggi determinassero la capacità e l’autosufficienza nell’approvvigionamento energetico. Ma in Italia c’è sempre stata la politica del ‘no a tutto’. Noi invece siamo favorevoli alla politica energetica nucleare di ultima generazione. Dobbiamo arrivare, nel breve periodo, ad una sorta di indipendenza del fabbisogno energetico. Nel medio periodo dobbiamo eliminare l’utilizzo del fossile per l’approvigionamento energetico, anche utilizzando fonti di energia rinnovabili, e nel lungo periodo arrivare all’utilizzo del nucleare”.
Quali sono le riforme in tema di lavoro che dovrebbero essere messe in atto subito?
“Una riforma che deve essere subito rivista è il Reddito di Cittadinanza. Così com’è formulato genera profonde ingiustizie, disincentiva il lavoro e non risolve il problema della disoccupazione. È vero che ha aiutato persone che non sono state in grado di trovare un lavoro, ma ci sono molti che potrebbero lavorare, non lo fanno di proposito, approfittandosene vergognosamente. Per questo è immorale che chi può lavorare percepisca il reddito di cittadinanza pagato con le tasse di chi lavora e facendo enormi sacrifici”.













