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Viaggio tra le montagne di tutto il mondo al Film Festival della Lessinia

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Ancora una volta il Film Festival della Lessinia (FFDL) apre una finestra sulle terre alte di ogni angolo del mondo e lo fa attraverso le opere cinematografiche che presenta sul grande schermo del Teatro Vittoria e le testimonianze di chi continua ad abitare luoghi remoti e talvolta ostili. 

Una voce è quella di Giovanni Cobianchi, ospite mercoledì 24 agosto, dell’incontro in programma (alle 16 nella Piazza del Festival) per Parole Alte. Il suo “Vetem. Nel nido delle aquile” è un reportage fotografico e un’esplorazione, è la narrazione di un viaggio durato otto anni tra le alture del nord dell’Albania e della città di Scutari. Qui l’autore ha vissuto tra i boschi, immerso nella cultura contadina, nelle usanze ancestrali, nella vicina cittadina dove gli abitanti delle montagne sono scesi a popolarne le periferie. 

Tra le valli del nord ha potuto abbracciare l’ospitalità e vivere a contatto di uomini semplici, umili, dalle identità solide, ultimi superstiti di uno stile di vita ormai raro. Nella bizzarra Scutari ha immortalato le difficoltà della migrazione interna, il disagio, le avversità delle periferie sofferenti. Il libro unisce un’ampia serie di scatti ad un vero romanzo: un racconto biografico che approfondisce il tema del vagabondaggio con l’intento di portare in un mondo onirico e surreale, di accompagnare in un’Albania senza tempo. 

Eventi del Festival

Alle 9, dalla Piazza del Festival, parte “Il bosco sonoro”: passeggiata tra i boschi e i pascoli della Lessinia per ascoltare il loro ambiente sonoro, utilizzando microfoni e cuffie. Alle 9.30, i bambini possono provare a piantare piccole piante di castagno nel laboratorio, che è pure esperienza di educazione civica, organizzato dal Gruppo Acquisto Sociale della Lessinia in collaborazione con Orto al Porto. Un altro laboratorio è alle 16.30, per disegnare l’acqua e partecipare al concorso di Acque Veronesi. 

Alle 18.30, al Centro Socio Culturale, una visita guidata conduce a visitare la mostra Tre apprendisti della residenza artistica curata da Federico Clavarino, fotografo e docente con le opere di Carl Ander, Eleonora Agostini e Yana Wernicke. L’evento rientra nel progetto “SÅM – Esplorazioni Visive della Lessinia”. La giornata si chiude alle 23 con il concerto dei Galaverna: gruppo composto da Valerio Willy Goattin (voce, chitarre, percussioni, harmonium), Simone Marchioretti (batteria, percussioni), Simone Rodriquez (violino, cori), Stefano Masotto (basso, cori), Davide Corlevich (chitarre, cori), Lorenzo Boninsegna (viola), Chiara Delaini (flauto). 

FFDL+

Dalle 15.30, per FFDL+,il Teatro Vittoria apre nuovamente le porte ai bambini. La programmazione inizia con l’anteprima de The wild side / Il lato selvaggio: cortometraggio frutto del laboratorio di audiovisivo tenuto dal Film Festival della Lessinia presso il Liceo Artistico di Verona nell’ambito del progetto “Clorofilla – Narrazioni ecologiche per una nuova generazione”. A seguire: Maman pleut des cordes / Mamma piove a dirotto (Francia, 2021) di Hugo De Faucompret, Wheels on the bus / Le ruote dell’autobus (Nepal, 2022) di Surya Shahi, l’anteprima per l’Italia Angakusajaujuq / L’apprendista sciamana (Canada, 2021) di Zacharias Kunuk e Mondo Domino (Francia, 2021) di Suki. 

Concorso

Alle 18 il Teatro Vittoria prevede la proiezione del film in Concorso Looking for horses / Alla ricerca dei cavalli (Bosnia ed Erzegovina, Francia e Paesi Bassi, 2021) di Stefan Pavlović. In barca o sulle rive di un lago tra le montagne della Bosnia, Stefan, giovane regista tornato nella terra nativa che a stento parla la sua madrelingua, dialoga con Zdravko, un vecchio pescatore, reduce di guerra in ex Jugoslavia. I due cercano un branco di cavalli selvaggi che vivono intorno al lago, ma non è che un pretesto per stare insieme, condividere parole e silenzi, diventare fraterni amici. 

Alle 21 si prosegue con l’anteprima italiana in Concorso Les rives du Styx / Le rive dello Stige (Francia, 2021) di Jules Carrin. È estate, il caldo è soffocante. Jonathan sta trascorrendo le vacanze in campeggio, in una gola montuosa intorno a un fiume: lo Stige. I rapporti tra i genitori sono tesi e al ragazzo non è concesso stare con il padre, così come sembra essere del tutto indifferente alla madre. Se ne andrà, da solo, prima per il bosco e poi dall’altra parte del fiume. Ma di là dello Stige, il fiume dell’odio, troverà l’inferno. A seguire, Fire of love / Fuoco d’amore (Canada e USA, 2021) di Sara Dosa. I vulcanologi Katia e Maurice Krafft hanno lasciato una collezione sterminata di immagini girate in 16 mm, migliaia di fotografie e svariate apparizioni televisive. Con questo materiale d’archivio la regista costruisce una storia che parla di avventura, scienza e amore. 



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