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Al Bastione di San Zeno e di San Bernardino, nuovi appuntamenti con il teatro

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Al Bastione di San Zeno e al Bastione di San Bernardino, nuovi appuntamenti con il teatro venerdì 12 agosto. A partire dalle 18.00 e in replica alle 19.00 e alle 20.30, in scena al Bastione di San Bernardino, sul palco di Casa Erriquez, la Recita di Messer Apuliese e de suoi Jullari d’alcuni passi della Commedia, presente l’autore Messer Alighieri, eseguito dalla compagnia “I giovani di Casa Shakespeare”.

Temi delle esibizioni i personaggi danteschi e il rapporto tra Dante e Shakespeare, legato al “Premio Ahi, serva Italia!”, concorso di street theatre ideato dall’Associazione culturale Xenia, basato sull’ultimo romanzo di Rita Monaldi & Francesco Sorti dal titolo “Ahi, serva Italia!”, seconda opera della trilogia “Dante di Shakespeare”, uscita a marzo 2022 con Solferino per il DanteDì.

Alla sera, alle 21.15 sul palco del Teatro dell’Orecchione al Bastione San Zeno, nell’ambito della rassegna “Bastioni in scena”, curata dal Teatro Scientifico – Teatro Laboratorio per Mura Festival, nuovo appuntamento con “Le Bronte. Sorelle di brughiera”. 

Le sorelle Bronte, scrittrici e poetesse dell’età vittoriana della prima metà dell’Ottocento, sono famose per aver pubblicato romanzi che conobbero, o in vita o postumi, largo successo di critica: Charlotte autrice fra l’altro di “Jane Eyre”, Emily di “Cime tempestose”, Anne di “La signora di Wildfell Hall” e “Agnes Grey”. 

Per i pregiudizi che allora esistevano nei confronti delle donne, le tre sorelle si firmarono con uno pseudonimo maschile. Lo spettacolo sarà una riflessione su donne controcorrente, rivoluzionarie e anticonvenzionali, morte tutte prematuramente, che hanno saputo consegnare ai posteri un contributo importantissimo, non solo per la letteratura mondiale. Il loro spirito e le loro parole hanno trovato eco anche nel secolo a seguire, ispirando sempre più giovani donne, che in loro hanno trovato un simbolo di libertà, intelligenza e di autoaffermazione. 

Queste giovani sorelle, cresciute tra il vento gelido della brughiera dello Yorkshire, sono state tutto ciò che di più trasgressivo, indecoroso e scandaloso l’Inghilterra vittoriana potesse immaginare. Nasce così, dall’oscurità di una stanza senza candele, la forza di una scrittura che gratta il vuoto apparente e fa emergere una vita segreta, che ha il rumore di una tempesta. A dispetto dell’isolamento nel quale vivevano, la vocazione artistica delle sorelle Bronte diviene strumento d’inclusione sociale e allo stesso tempo rivendicazione del ruolo della donna fuori dallo stereotipo e dal ruolo obbligato imposto dalla società ottocentesca, ma applicabile a situazioni e mentalità che in alcuni territori si riscontrano ancora oggi. 



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